Progetto L’AltRoparlante, il rispetto delle culture e delle lingue straniere si impara a scuola
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
28 Maggio 2018
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Progetto L’AltRoparlante, il rispetto delle culture e delle lingue straniere si impara a scuola

Da un paio di anni la scuola elementare di Serravalle Scrivia sta portando avanti una sperimentazione per dare legittimazione a tutte le lingue e culture presenti all'interno delle varie classi. Il progetto L'AltRopalrante - questo il nome della sperimentazione - è seguito dalla ricercatrice universitaria Valentina Carbonara

Da un paio di anni la scuola elementare di Serravalle Scrivia sta portando avanti una sperimentazione per dare legittimazione a tutte le lingue e culture presenti all'interno delle varie classi. Il progetto L'AltRopalrante - questo il nome della sperimentazione - è seguito dalla ricercatrice universitaria Valentina Carbonara


SERRAVALLE SCRIVIA – Il translanguaging è un ramo dell’educazione bilingue nato negli Usa negli anni 2000 che ha come fine la legittimazione di tutte le lingue e culture presenti in classe, attraverso l’uso concreto di tutto il repertorio linguistico degli studenti. In termini pratici, questo si traduce nel coinvolgere i bambini nell’approfondimento di tutte le lingue parlate all’interno della classe, dando in questo modo pari spazio e stessa dignità a ogni lingua.

Dalla teoria alla pratica e da un paio d’anni il translanguaging viene tradotto in laboratori, ricerche, incontri con genitori e insegnanti, interviste ai bimbi delle classi coinvolte dal progetto che la ricercatrice Valentina Carbonara sta portando avanti nelle scuole elementari di Serravalle Scrivia.

Serravallese, Valentina ha concluso nel 2017 un dottorato in linguistica ed è assegnista di ricerca alll’Università per Stranieri di Siena. Un lavoro appassionante e appassionato il suo, che l’ha portata nuovamente a contatto con il suo paese natìo e con gli alunni delle classi prime, quarte e quinte.

Dallo scorso anno, attraverso il progetto L’AltRoparlante, le maestre e i bambini sono stati impegnati nella creazione di un paesaggio linguistico di classe più “ecologico” e rappresentativo delle varie identità linguistiche presenti, attraverso bacheche e testi plurilingui, con la partecipazione in classe anche dei genitori. Oltre alla parte didattica, dal punto di vista della ricerca sono stati raccolti dati sulla percezione plurilingue tramite interviste e attività di biografia linguistica. Le lingue coinvolte nel progetto sono state, oltre l’italiano, il rumeno, l’albanese, l’arabo, il polacco, lo spagnolo e altre lingue dei bambini di “seconda generazione”, oltre ai dialetti locali italiani.

Insieme a Serravalle, ci sono anche le due scuole di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, e di Prato, seguite dal ricercatore Andrea Scibetta.

Valentina [al centro nella foto a destra] ha di recente presentato il progetto alla City University di New York e ha visitato le scuole americane che portano avanti la stessa pratica didattica. “Sono rimasti colpiti dal nostro lavoro e da quello degli insegnanti – racconta la ricercatrice – Ci siamo confrontati sui metodi utilizzati. Quest’anno a Serravalle i bambini hanno anche lavorato analizzando articoli di giornale e pubblicità nella lingua d’origine e studiato le regioni italiane. Hanno creato anche un vero e proprio dizionario delle lingue e dei dialetti. È fondamentale mantenere il plurilinguismo, che ha un grande valore all’interno della classe. I bambini sono contenti, così come le famiglie e gli insegnanti e progetti come questo aiutano a creare una comunità. Serravalle è una bella scuola”.

Le insegnanti che stanno seguendo il progetto sono Edy Mattioli, Marita Obinu, Barbara Fossati e Teresa Tomasello (classi prime); Antonella Chiapuzzo, Rita Repetto, Maura Perfumo, Laura Merson e Annarita Guido (quarte); Rosaria Tomasello e Maddalena D’Avino (per le quinte). Il prossimo 12 giugno a Prato avranno l’opportunità di incontrare le maestre delle scuole di Firenze e Prato e confrontarsi durante un seminario con Carla Bagna, responsabile scientifica del progetto e direttrice del centro linguistico dell’Università per Stranieri di Siena.

La scuola di Serravalle ha deciso di ospitare la sperimentazione grazie alla disponibilità dell’ex dirigente scolastico Paolo Modena e dell’attuale vicepreside Federica Cucinella, che annuncia che il prossimo anno verranno coinvolte “le classi prime della scuola media. Con il translanguaging, il bambino si sente coinvolto, diventa parte attiva e ognuno diventa insegnante. Nel nostro istituto sono circa 250 gli alunni stranieri su 875 bambini e attuiamo progetti per creare cittadini responsabili che imparino a stare insieme, ad accettare le regole di tutti, perché da soli non si va da nessuna parte”. “Valentina Carbonara è una nostra ex alunna – aggiunge Cucinella – Lei è un esempio tangibile dei risultati raggiunti, è una perla rara, altruista ed appassionata. La ringrazio e ringrazio anche tutte le famiglie, gli alunni e le insegnanti che hanno preso parte al progetto”.

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