Falene nel parco Capanne di Marcarolo: nuova scoperta dei guardiaparco
I guardiaparco dell'ente di gestione dell'Appennino Piemontese hanno di recente ritrovato nel territorio del parco Capanne di Marcarolo alcuni bruchi appartenenti alla categoria del Bómbice del prugnolo (Eriogaster catax). Si tratta di una falena inserita nell'allegato 2 della Direttiva Habitat, la norma europea per la conservazione degli habitat e delle specie selvatiche
I guardiaparco dell'ente di gestione dell'Appennino Piemontese hanno di recente ritrovato nel territorio del parco Capanne di Marcarolo alcuni bruchi appartenenti alla categoria del Bómbice del prugnolo (Eriogaster catax). Si tratta di una falena inserita nell'allegato 2 della Direttiva Habitat, la norma europea per la conservazione degli habitat e delle specie selvatiche
BOSIO – I guardiaparco dell’ente di gestione dell’Appennino Piemontese hanno di recente ritrovato nel territorio del parco Capanne di Marcarolo alcuni bruchi appartenenti alla categoria del Bómbice del prugnolo (Eriogaster catax). Si tratta di una falena inserita nell’allegato 2 della Direttiva Habitat, la norma europea per la conservazione degli habitat e delle specie selvatiche. Come molte farfalle appartenenti al gruppo degli eteroceri, ha abitudini notturne e gli adulti possono essere incontrati a tarda estate/inizio autunno; le larve, invece, si trovano dentro o nei pressi del nido setoso, a fine inverno e inizio primavera sulla pianta nutrice.
Dopo essersi accoppiate, le femmine adulte, depongono le uova impastate con peli del proprio addome sui rametti del prugnolo (Prunus spinosa), del biancospino (Crataegus monogyna) o su altre rosacee ed è su questi arbusti che, al riprendere della stagione vegetativa, potranno essere scoperti i bruchi, dapprima lunghi alcuni millimetri e nerastri con una peluria appena accennata, poi con iridescenze dal blu-rosso al violetto.
In ragione delle abitudini crepuscolari degli adulti, la specie più spesso viene individuata dai nidi e dai bruchi, che potranno essere scambiati con quelli di un’altra farfalla, del tutto differente allo stadio adulto: il Pieride del biancospino (Aporia crataegi), una specie di ropalocero – il gruppo delle classiche farfalle diurne – dalle ali bianco diafane.
L’Eriogaster catax è segnalata in maniera sporadica nell’Appennino e, nei siti Natura2000 in gestione all’ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino piemontese, era nota con certezza solo nella Zona speciale di conservazione «Massiccio dell’Antola, Monte Carmo, Monte Legnà»; le ricerche del personale guardiaparco nell’ambito del progetto di monitoraggio delle specie della Direttiva Habitat per conto del Settore biodiversità e aree naturali della Regione Piemonte, hanno invece portato alla scoperta della specie sia nella Zona Speciale di Conservazione «Capanne di Marcarolo» che in un’area prativa a nord del massiccio del monte Tobbio, in un sito esterno del parco naturale delle Capanne di Marcarolo, zona che, nei confini originari del parco naturale, quelli del 1979, sarebbe stata ricompresa.