Con georadar e drone, gli archeologici made in Usa ritornano a Libarna
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
20 Giugno 2018
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Con georadar e drone, gli archeologici made in Usa ritornano a Libarna

Dopo le conferenze sulla storia dell'area archeologica e sulle recenti scoperte effettuate nelle zone limitrofe, è tempo per gli archeologi americani della Texas Tech University e della Boise State University di ritornare a lavorare sul campo. Letteralmente perché dal prossimo 30 giugno ricercatori e studenti delle prestigiose università saranno per il terzo anno consecutivo a Libarna

Dopo le conferenze sulla storia dell'area archeologica e sulle recenti scoperte effettuate nelle zone limitrofe, è tempo per gli archeologi americani della Texas Tech University e della Boise State University di ritornare a lavorare sul campo. Letteralmente perché dal prossimo 30 giugno ricercatori e studenti delle prestigiose università saranno per il terzo anno consecutivo a Libarna


SERRAVALLE SCRIVIA – Dopo le conferenze sulla storia dell’area archeologica e sulle recenti scoperte effettuate nelle zone limitrofe, è tempo per gli archeologi americani della Texas Tech University e della Boise State University di ritornare a lavorare sul campo. Letteralmente perché dal prossimo 30 giugno, ricercatori e studenti delle prestigiose università saranno per il terzo anno consecutivo a Libarna con il compito di proseguire le attività avviate con il progetto di studio e ricerca sull’antica città romana.

L’obiettivo del progetto Libarna Urban Landscape Project è quello di esplorare il sottosuolo senza scavare: come avvenuto negli anni passati, per le ricerche verranno utilizzati strumenti che consentono prospezioni geofisiche del sottosuolo, come il magnetometro e il georadar, e saranno effettuati rilievi aerei attraverso l’impiego del drone.

Dalla restituzione dei nuovi dati si potrà quindi completare la mappa dei contorni urbani della parte dell’antica città ancora sommersa tra i comuni di Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia e preparare eventuali future campagne di scavo che saranno condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Gli archeologi stimano che i resti dell’attuale area siano solo un decimo dell’estensione complessiva dell’antica città, quindi c’è ancora molto da scoprire e da riportare in luce e “questo progetto va nella direzione di fornire ulteriori elementi a supporto dei ricercatori per avviare, con maggiore precisione nel caso si trovassero le necessarie risorse, nuovi possibili scavi”, fanno sapere da Libarna.

All’interno del progetto inoltre è prevista anche la “field school”, un’esperienza dove lo studio si intreccia direttamente con la pratica sul campo, e per gli allievi americani costituisce un’occasione straordinaria non solo per approcciarsi alla classicità in un luogo dalla storia antica come Libarna, per cimentarsi con le moderne tecniche di indagine archeologica, ma anche per conoscere la cultura italiana e scoprirne le tradizioni, entrare in contatto con le comunità locali avviando con loro reciproci scambi, visitare città e musei, davvero una grande opportunità, a volte unica, per gli studenti.

Le attività, sotto la supervisione del direttore dell’area archeologica Simone Lerma, proseguiranno per tutto il mese di luglio e saranno seguite dalle referenti scientifiche Katherine Huntley (Boise State University) e Hannah Friedman (Texas Tech University), mentre il coordinamento locale è affidato all’archeologa Melania Cazzulo con il supporto dell’associazione Libarna Arteventi.

“Le iniziative di valorizzazione sull’area archeologica di Libarna stanno facendo crescere l’interesse per questo sito che viene scelto sempre di più come meta per il turismo culturale, ma ora anche come luogo per lo studio e la ricerca archeologica, e il progetto Libarna Urban Landscape Project ne è un grande esempio” è il commento finale.

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