Lucrezia Lupi e la Novese: una storia che ricomincia
Lucrezia Lupi, 27 anni, torna a giocare nella Novese. Fortemente voluta in squadra dal mister Fossati e dal presidente Saccone, in passato ha militato nell'Alessandria, nell'Acqui e nel Borghetto. "Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme"
Lucrezia Lupi, 27 anni, torna a giocare nella Novese. Fortemente voluta in squadra dal mister Fossati e dal presidente Saccone, in passato ha militato nell'Alessandria, nell'Acqui e nel Borghetto. "Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme"
NOVI LIGURE – «La passione per il calcio l’ho sempre avuta: ho una foto in cui non avevo ancora tre anni e giocavo a calcio». Lucrezia Lupi le idee sulla sua passione sportiva le ha sempre avute chiare e le ha anche realizzate: «Torno a Novi nella Novese, la squadra dove sono calcisticamente nata e dove ho giocato coi maschi fino a quando i regolamenti federali me l’hanno permesso».
Lucrezia, famiglia di novesi purosangue, è una con carattere e fantasia: il nome del locale di famiglia in corso Marenco è un gioco di parole col suo cognome che si è inventata lei. Per lei tornare a giocare nella Novese è una soddisfazione che solo chi è nato in città può comprendere: «Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme. Ho sempre dato il massimo ovunque sono andata a giocare ma a Novi sento un peso specifico morale superiore che si traduce in voglia di fare bene anche perché anche se ho solo ventisette anni sarò una delle veterane del gruppo».

Per una ragazza di ventisette anni che gioca da quando era una bambina è tempo di fare bilanci sportivi: «Mai mi sarei immaginata che in un paio di decenni il calcio femminile in città potesse decollare, soprattutto essere competitivo a questi livelli. Conosco però chi gestisce la Novese femminile e so che quando Fossati e Saccone si mettono in testa una cosa è difficile che non la portino a termine. È piacevole vedere come la società anche locale sia aperta al calcio femminile e che ci siano così tante bambine che possono praticare uno sport che è di tutti, non solo dei maschi».