Lucrezia Lupi e la Novese: una storia che ricomincia
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Maurizio Iappini - sport@ilnovese.info  
16 Luglio 2018
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Lucrezia Lupi e la Novese: una storia che ricomincia

Lucrezia Lupi, 27 anni, torna a giocare nella Novese. Fortemente voluta in squadra dal mister Fossati e dal presidente Saccone, in passato ha militato nell'Alessandria, nell'Acqui e nel Borghetto. "Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme"

Lucrezia Lupi, 27 anni, torna a giocare nella Novese. Fortemente voluta in squadra dal mister Fossati e dal presidente Saccone, in passato ha militato nell'Alessandria, nell'Acqui e nel Borghetto. "Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme"

NOVI LIGURE – «La passione per il calcio l’ho sempre avuta: ho una foto in cui non avevo ancora tre anni e giocavo a calcio». Lucrezia Lupi le idee sulla sua passione sportiva le ha sempre avute chiare e le ha anche realizzate: «Torno a Novi nella Novese, la squadra dove sono calcisticamente nata e dove ho giocato coi maschi fino a quando i regolamenti federali me l’hanno permesso».

Lucrezia, famiglia di novesi purosangue, è una con carattere e fantasia: il nome del locale di famiglia in corso Marenco è un gioco di parole col suo cognome che si è inventata lei. Per lei tornare a giocare nella Novese è una soddisfazione che solo chi è nato in città può comprendere: «Indossare la maglia del club dove sei nata è una responsabilità e una gratifica enorme. Ho sempre dato il massimo ovunque sono andata a giocare ma a Novi sento un peso specifico morale superiore che si traduce in voglia di fare bene anche perché anche se ho solo ventisette anni sarò una delle veterane del gruppo».

Lucrezia Lupi nel calcio è una di quelle che ha fatto strada e che non ha mai mollato: in rete circola una foto degli Esordienti della Novese di vent’anni fa in cui lei era fra i protagonisti in una squadra spesso vincente. Se in molti hanno lasciato il football lei non solo non lo ha fatto ma ha anche saputo crescere col tempo. «Il primo mister? Penso Franco Gemme ma nel corso degli anni ne ho conosciuti parecchi. Fra i miei compagni di squadra di quando ho iniziato non credo ci sia ancora qualcuno impegnato nel calcio attivo». Tanti allenatori, tante squadre (Acqui e Alessandria le tappe più significative) ma un tecnico con cui il rapporto è professionalmente duraturo, Maurizio Giuseppe Fossati che l’ha fortemente voluta dopo un paio di stagioni a Borghetto dove era approdata perché il lavoro non conciliava con lo sport: «Ringrazio il Borghetto dove mi sono trovata benissimo. Ho trovato negli ultimi due campionati un ambiente sereno e tranquillo ma quando la Novese ha chiamato non me la sono sentita di dire no e poi ritrovo mister Fossati: a lui è difficile dire no. Come tecnico è competente e preparato e sa trarre il meglio del gruppo».

Per una ragazza di ventisette anni che gioca da quando era una bambina è tempo di fare bilanci sportivi: «Mai mi sarei immaginata che in un paio di decenni il calcio femminile in città potesse decollare, soprattutto essere competitivo a questi livelli. Conosco però chi gestisce la Novese femminile e so che quando Fossati e Saccone si mettono in testa una cosa è difficile che non la portino a termine. È piacevole vedere come la società anche locale sia aperta al calcio femminile e che ci siano così tante bambine che possono praticare uno sport che è di tutti, non solo dei maschi».

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