Bundy, la Regione chiede di “congelare” i licenziamenti
"Congelamento" dei 60 licenziamenti annunciati e partecipazione della proprietà aziendale al tavolo istituzionale convocato il Regione. Sono le richieste dell'assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero rivolge a Bundy Refrigerator per trovare una via alternativa alla mobilità
"Congelamento" dei 60 licenziamenti annunciati e partecipazione della proprietà aziendale al tavolo istituzionale convocato il Regione. Sono le richieste dell'assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero rivolge a Bundy Refrigerator per trovare una via alternativa alla mobilità
La prima riunione del tavolo si è tenuta l’altro giorno a Torino, ma a rappresentare l’azienda c’era il direttore di stabilimento che nonha potere decisionale sulle politiche industriali.
Da qui la richiesta dell’assessore di un dialogo diretto con la proprietà, un fondo di investimento.
“E’ necessario – aggiunge Pentenero – avere un’interlocuzione diretta con i proprietari dell’azienda per capire quali sono le prospettive del sito industriale e valutare insieme possibili soluzioni alternative agli esuberi di personale. Nel frattempo chiediamo, attraverso i dirigenti italiani dello stabilimento, che l’azienda non intraprenda alcuna decisione che possa avere un impatto traumatico sui lavoratori”.
Bundy, come hanno più volte sottolienato i sindacati, ha usufruito negli ultimi tre anni di ammortizzatori sociali e, per effetto del Jobs Act non ne potrà più beneficiare. L’azienda ha quindi annunciato 60 esuberi, che partiranno già afine mese, per essere operativi da ottobre.
“L’ipotesi a cui si sta lavorando – dice il consigliere regionale Walter Ottria – è quella di trovare un percorso che possa evitare i licenziamenti. Ma occorre che ci siaun impegno da parte della prorpietà in questo senso”.
Intanto, i sindacati hanno proclamato un primo pacchetto di 8 ore di sciopero, le cui modalità sono ancora da stabilire in base alle risposte dell’azienda alla richiesta di incontro con la Regione. “Se non arriveranno risposte convincenti in tempi rapidi da parte della proprietà – dice Angelo Paternò di Fiom Cgil – siamo pronti a dare battaglia”