Il campo in sintetico nella giungla della burocrazia: palla alla Federcalcio
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Maurizio Iappini - sport@ilnovese.info  
22 Luglio 2018
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Il campo in sintetico nella giungla della burocrazia: palla alla Federcalcio

L'ultimo tassello per dare il via libera ai lavori è l'omologazione del fondo da parte della Federcalcio. L'impianto di Novi Ligure permetterà a tante realtà sportive di giocare: non solo a calcio ma anche a rugby

L'ultimo tassello per dare il via libera ai lavori è l'omologazione del fondo da parte della Federcalcio. L'impianto di Novi Ligure permetterà a tante realtà sportive di giocare: non solo a calcio ma anche a rugby

NOVI LIGURE – Dalla vicenda del nascituro campo da calcio in sintetico arriva un insegnamento per l’amministrazione di Novi che sta pensando di diventare “stazione appaltante” per poter esperire le pratiche burocratiche relative all’assegnazione di lavori importanti senza doversi appoggiare a soggetti esterni. Un ruolo che il sindaco Rocchino Muliere sta pensando di proporre ad altri primi cittadini di realtà limitrofe e che snellirebbe nei limiti del possibile una burocrazia sempre più vincolante anche per una pubblica amministrazione e la vicenda del futuro campo sintetico di Novi è paradigmatica.

L’idea circolava in città da inizio millennio quando altre realtà si erano mosse per tempo trovando copertura e realizzando una struttura fondamentale per lo sport. Scelte politiche, bilanci ridotti all’osso e qualche urgenza non prevista hanno fatto slittare la realizzazione di un campo sintetico al 2018 o almeno si spera che questo sia l’anno buono. «Mi auguro che finalmente si riesca a dotare Novi di una struttura fondamentale per tutti e dalla cui gestione si possono trarre ricavi economici. A breve dovrà arrivare la risposta della Federcalcio per l’omologazione del fondo e poi, agosto permettendo, partiranno i lavori: mi auguro che in un paio di mesi, prima dell’autunno inoltrato si possa porre fine all’iter del sintetico»: il sindaco Muliere parla con la voce di chi ha provato in prima persona cosa significhi investire (politicamente e economicamente) su un obbiettivo e si fatichi a vederlo realizzato non per scarsa volontà ma per la giungla di regole che condizionano i lavori pubblici, tutte all’insegna della trasparenza.

Nei progetti iniziali il campo da calcio in sintetico avrebbe dovuto sorgere in via San Marziano, in un campetto oggi chiamato ironicamente “il sabbione” dal nome del materiale di cui è ricoperto il fondo. La collocazione è l’unico elemento che in 15 anni non è cambiato, il resto sì. A partire dalla formula decisa per realizzarlo: prima si era pensato di far costruire il campo al comitato SportinNovi ente composto dai club sportivi cittadini ma che gestisce per conto del comune gli impianti. Poi, la scelta è cambiata e il comune ha deciso di intervenire mediante un finanziamento andato a buon fine ma con un appalto pubblico la cui entità (alla fine si spenderanno 600 mila euro) ha reso necessario l’indizione di una gara nazionale a cui hanno partecipato oltre 50 aziende e che ha individuato in una società pugliese la vincitrice.

Ora, l’ultimo tassello per dare il via libera ai lavori è l’omologazione del fondo da parte della Federcalcio che doterebbe Novi di una struttura in grado di ospitare partite 24 ore su 24 e di far disputare gare di campionati almeno fino alla Promozione. Un impianto necessario per permettere a tante realtà sportive di giocare a Novi: non solo il calcio ma anche il rugby.

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