Bundy e Kme, esuberi congelati, la parola passa a Roma
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
27 Luglio 2018
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Bundy e Kme, esuberi congelati, la parola passa a Roma

Bundy e Kme, in tavoli separati regionali, hanno presentato piani di riorganizzazione e la richiesta per la riconversione degli ammortizzatori sociali. Come effetto immediato, sono "congelati" gli esuberi annunciati. La parola ora spetta ai ministeri del Lavoro e dell'Economia. I sindacati fiduciosi: "sospendiamo lo stato di agitazione"

Bundy e Kme, in tavoli separati regionali, hanno presentato piani di riorganizzazione e la richiesta per la riconversione degli ammortizzatori sociali. Come effetto immediato, sono "congelati" gli esuberi annunciati. La parola ora spetta ai ministeri del Lavoro e dell'Economia. I sindacati fiduciosi: "sospendiamo lo stato di agitazione"

ECONOMIA – Si torna a sperare a Borghetto Borbera e a Serravalle Scrivia dove due aziende, la Bundy a Borghetto e Kme Brass a Serravalle, hanno “congelato” gli esuberi annunciati: 60 nello stabilimento in Val Borbera e 30 a Serravalle. Si tratta di due casi differenti che sono stati trattati separatamente in tavoli regionali. In comune c’è la scadenza degli ammortizzatori sociali.

A Borghetto, la proprietà della Bundy, un fondo di investimenti internazionale, ha aperto il dialogo con gli enti e i sindacati. Si sta lavorando ad un piano di ristrutturazione che, tuttavia, dovrà ancora passare al vaglio dei ministeri del lavoro e dell’economia. “L’azienda – spiega Angelo Paternò, funzionario di Fiom Cgil – ha accolto la proposta di prendere in considerazione di affittare dei capannoni non utilizzati, presenti nel sito produttivo di Borghetto Borbera, ad altre società. C’è l’impegno a cercare, anche attraverso agenzie, realtà interessate ad occupare gli spazi ad oggi inutilizzati e a ricollocare gli esuberi annunciati presso tali realtà.” Alla luce della disponibilità da parte dell’azienda ad avviare un piano industriale per il futuro, i sindacati hanno sospeso lo stato di agitazione. Si lavora anche sul tavolo ministeriale, al quale Bundy Refrigerator chiederà l’accesso a misure straordinarie nell’ottica di bloccare gli esuberi, al momento “congelati”. C’è la possibilità di riconvertire l’attuale misura dei contratti di solidarietà, in scadenza il 15 ottobre, in ore di cassa integrazione straordinaria. La richiesta, fatta a fronte della presentazione di un progetto di rilancio dell’azienda, deve essere però approvata dai ministeri del Lavoro e dell’Economia. “Siamo fiduciosi del fatto che i ministri accolgano la richiesta”, spiega Paternò.
 

Verso una soluzione anche la vertenza Kme Brass, presso lo stabilimento di Serravalle Scrivia. Anche in questo caso, l’azienda ha dato fondo agli ammortizzatori sociali negli ultimi tre anni ed erano stati annunciati trenta esuberi. “Nel tavolo regionale Kme ha annunciato di aver chiesto la riconversione degli ammortizzatori a fronte di una riorganizzazione dei volumi di produzione tra gli stabilimenti del gruppo – spiega Paternò – che potrà avvenire nell’arco di un paio di anni. Anche in questo caso, confidiamo in una risposta positiva da Roma. Nel frattempo l’azienda ha garantito che non procederà alla mobilità per i trenta dipendenti”.

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