Un progetto di crowdfunding per effettuare scavi a Libarna
L'area archeologia di Libarna, che ha da poco salutato i ricercatori americani che l'hanno sondata attraverso l'utilizzo del georadar per tutto il mese di luglio, è pronta a riaccoglierli nel 2019 con due importanti novità: una campagna di scavi che porterà alla luce gli edifici che sono stati scoperti da drone e georadar e un progetto di ricerca delle risorse economiche per avviare gli scavi
L'area archeologia di Libarna, che ha da poco salutato i ricercatori americani che l'hanno sondata attraverso l'utilizzo del georadar per tutto il mese di luglio, è pronta a riaccoglierli nel 2019 con due importanti novità: una campagna di scavi che porterà alla luce gli edifici che sono stati scoperti da drone e georadar e un progetto di ricerca delle risorse economiche per avviare gli scavi
SERRAVALLE SCRIVIA – L’area archeologia di Libarna, che ha da poco salutato i ricercatori americani che l’hanno sondata attraverso l’utilizzo del georadar per tutto il mese di luglio, è pronta a riaccoglierli nel 2019 con due importanti novità: una campagna di scavi che porterà alla luce gli edifici che sono stati scoperti da drone e georadar e un progetto di ricerca delle risorse economiche per avviare gli scavi.La campagna di ricerca archeologica 2018 che ha visto impegnate la Boise State University e la Texas Tech University, a cui da quest’anno si è aggiunta anche la Colorado School of Mines, si è conclusa con la consegna a tutto il team statunitense della maglia di Libarna – la polo della squadra delle “divise blu” dell’area archeologica – da parte dell’associazione Libarna Arteventi.
Durante il mese di luglio sono state effettuate nuove prospezioni geofisiche, attraverso l’utilizzo del georadar, condotte da cinque ricercatori e quattro studenti nell’ambito del progetto di ricerca Libarna Urban Landscapes Project (Lulp), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo.
Le indagini di quest’anno hanno permesso di individuare strutture ad oltre 2 metri di profondità, grazie al georadar è stato possibile osservare abitazioni, strade, botteghe e altri edifici di epoca romana, comprese le terme, la cui area era già stata oggetto di scavo all’inizio del ‘900 e successivamente ricoperta.
Integrando i nuovi dati restituiti dal georadar con i rilievi effettuati lo scorso anno con il drone, è stato quindi possibile mappare con maggiore precisione i contorni dell’antica città ancora sommersa e individuare la posizione di alcuni edifici, preparando quindi il terreno a future campagne di scavo.
L’obiettivo dei ricercatori americani a questo punto è quello di ritornare il prossimo anno avviando una nuova attività di scavo per cui occorrono risorse dedicate, per questo motivo i referenti scientifici nei prossimi mesi lanceranno in rete una grande campagna di crowdfunding finalizzata proprio a raccogliere i fondi necessari, con la speranza di trovare, nel frattempo, un grande sponsor che finanzi interamente le indagini archeologiche di Libarna legate a questo progetto.