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“Preghiamo affinché non ci siano più vittime dovute all’incuria dell’uomo”
Tutta la comunità di Arquata si è stretta attorno al dolore delle famiglie di Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro, la coppia rimasta vittima nel crollo del ponte Morandi a Genova. Il parroco: "non siamo in Chiesa per accusare o individuare le responsabilità della tragedia, ma per pregare"
Tutta la comunità di Arquata si è stretta attorno al dolore delle famiglie di Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro, la coppia rimasta vittima nel crollo del ponte Morandi a Genova. Il parroco: "non siamo in Chiesa per accusare o individuare le responsabilità della tragedia, ma per pregare"
CRONACA – Chiesa gremita ad Arquata per l’ultimo saluto ad Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro, la coppia arquatese rimasta vittima del crollo del ponte Morandi a Genova, sabtato mattina, 18 agosto.C’erano i familiari, gli amici e le autorità in rappresentanza dello Stato, dal vice prefetto Raffaele Ricciardi ai sindaci di Arquata (presente con l’intero consiglio comunale), di Serravalle, Borghetto Borbera, Grondona, Serravalle Scrivia, dove la coppia abitava, Vignole.
Le famiglie hanno scelto di celebrare l’ultimo saluto “vicino alla comunità che dove sono nati e cresciuti”, ha detto il parroco Lino Piccinini. “Non siamo qui per accusare o individuare le responsabilità della tragedia, ma per pregare”, ha detto.
In prima fila c’erano il padre e la madre di Alessandro, insieme al fratello Roberto. Dall’altro lato la sorella di Giovanna. Le due bare allineate davanti all’altare, circondate da fiori e corone.
Don Piccinini, anche a nome del vescovo Viola, in Africa in misione, ha esortato tutti alla preghiera: “il Signore permette il dolore, ma ci da anche la forza per superarlo”, rivolto ai famigliari.
Ha ricordato Alessandro, “uomo socievole, pronto alla battuta di spirito, aveva superato la sua malattia e trovato equilibrio e serenità a fianco di Giovanna, donna forte e saggia”.
Tutti si sono uniti alla preghiera, affinchè “non ci siano più tragedie e vittime dovute all’incuria e dalla trascuratezza dell’uomo”.