Cit, “per salvare l’azienda occorre sradicare le vecchie abitudini”
Oggi i dirigenti del Cit di Novi Ligure incontrano gli utenti. Per il presidente Giuseppe Licata l'obiettivo primario rimane salvare l'azienda: "Siamo andati a toccare le abitudini dei dipendenti e un'organizzazione del lavoro immutata da vent'anni. Ma era necessario". I sindacati aprono lo stato di agitazione
Oggi i dirigenti del Cit di Novi Ligure incontrano gli utenti. Per il presidente Giuseppe Licata l'obiettivo primario rimane salvare l'azienda: "Siamo andati a toccare le abitudini dei dipendenti e un'organizzazione del lavoro immutata da vent'anni. Ma era necessario". I sindacati aprono lo stato di agitazione
NOVI LIGURE – Oggi il Cit incontrerà gli utenti del servizio di trasporto locale: dopo le polemiche delle settimane scorse, a partire dalle 18.30 i rappresentanti della società saranno in municipio a Novi Ligure, in via Giacometti, per parlare con i passeggeri e ascoltare le loro necessità. «Vogliamo coltivare il colloquio con tutti gli utenti, sia di Novi che degli altri Comuni», ha spiegato il presidente del Cit Giuseppe Licata.
L’obiettivo primario rimane salvare l’azienda, se necessario anche andando a incidere su «abitudini difficili da sradicare» e su una «organizzazione del lavoro» immutata da più di vent’anni. «Siamo andati a toccare le abitudini dei dipendenti (alcuni, per quanto autorizzati, anche con seconde attività) – dice il presidente Licata – Chiediamo turni più lunghi e impegnativi, ma è necessario». Al Cit l’opera di risanamento aziendale proseguirà, «anche se ha portato a tensioni interne» come le continue “procedure di raffreddamento”, anticamera degli scioperi nel settore dei servizi pubblici.

Il piano di riequilibrio verrà presumibilmente approvato a metà ottobre, «da quel momento occorrerà imprimere un’ulteriore accelerazione nei processi di ristrutturazione che sono in atto per il bene dell’azienda», dice Licata. Nel frattempo dal Cit spiegano di essere già al lavoro per migliorare, ove possibile, gli orari e le linee.
I sindacati però non ci stanno. Filt-Cgil e Fit-Cisl hanno aperto lo stato di agitazione del personale e hanno chiesto un nuovo incontro in prefettura. Lamentano la mancata applicazione del contratto integrativo e del contratto nazionale relativo ai picchi di lavoro, denunciano «rischi per l’incolumità del personale causato dai continui disservizi imputabili al nuovo piano di servizio dei mezzi» e chiedono sopralluoghi per verificare la sicurezza delle nuove tratte.