Cram, “Un uomo in fuga” dal Forte di Gavi
È uscito anche in traduzione italiana, per i tipi della Newton Compton Editori, il libro di David Guss "Un uomo in fuga", che per quasi un terzo delle sue pagine riguarda il Forte di Gavi
È uscito anche in traduzione italiana, per i tipi della Newton Compton Editori, il libro di David Guss "Un uomo in fuga", che per quasi un terzo delle sue pagine riguarda il Forte di Gavi
GAVI – È uscito anche in traduzione italiana, per i tipi della Newton Compton Editori, il libro di David Guss “Un uomo in fuga”, acquistabile alla libreria Mondadori di Novi Ligure e che per quasi un terzo delle sue pagine riguarda il Forte di Gavi.
Il tenente Alastair Cram, catturato in Nordafrica dalle truppe italo-tedesche comandate da Rommel, è a tutt’oggi considerato il “recordman” dei tentativi di fuga da campi di prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale. Dato questo suo particolare “talento”, venne rinchiuso nel Forte di Gavi, allora “Campo di prigionia n°5 per ufficiali pericolosi”.
A differenza degli altri campi, nei quali la gran parte dei prigionieri, rassegnata ad attendere lì la fine della guerra, considerava negativamente i tentativi di fuga perché ad essi seguivano restrizioni alla disciplina di detenzione, a Gavi Alastair Cram trovò commilitoni che consideravano l’evasione dal campo di prigionia non solo un dovere, ma quasi una vera e propria necessità: per questo il protagonista ribattezzò il Forte di Gavi “università dell’evasione”.
David Guss, che è docente di antropologia, non si è limitato ad un vaglio critico delle fonti scritte e delle testimonianze dei prigionieri, ma ha approfondito l’indagine psicologica su questo giovane ufficiale di Sua Maestà Britannica, che prima della guerra era brillante avvocato e appassionato e capace alpinista: due aspetti che diedero ad Alastair Cram la duttilità mentale e la capacità di restare da solo e badare a se stesso, doti indispensabili per chi intendesse diventare un “fuggitivo da record”.