Vertice a Roma, dietrofront della Pernigotti. Ma sarà vera trattativa?
La proprietà della Pernigotti prima ha fatto sapere che non avrebbe partecipato al vertice del Mise, poi ha cambiato idea. La delegazione aziendale avrà potere decisionale o sarà una finta trattativa?
La proprietà della Pernigotti prima ha fatto sapere che non avrebbe partecipato al vertice del Mise, poi ha cambiato idea. La delegazione aziendale avrà potere decisionale o sarà una finta trattativa?
Da parte dell’azienda, non ci sono stati però altri segnali distensivi. Alle lavoratrici interinali, che formalmente non sono dipendenti della Pernigotti, non è più stato concesso di entrare in fabbrica. Ieri hanno incontrato il senatore di Forza Italia Massimo Berutti.
L’apertura del tavolo di crisi al ministero è stata rapida. «Speriamo si possano iniziare a trovare delle soluzioni utili per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali», dicono i parlamentari M5s Susy Matrisciano, Lucia Azzolina, Celeste D’Arrando, Elisa Pirro e Davide Serritella. Da parte dei consiglieri regionali grillini Giorgio Bertola, Francesca Frediani e Paolo Mighetti l’impegno a «cercare in tutti i modi di salvare questo storico marchio». «Non possiamo permettere che pezzi di storia ed eccellenze del Made in Italy vengano irrimediabilmente perse», ha detto il capogruppo dei Cinque Stelle a Novi Ligure, Fabrizio Gallo.

«Ma non solo – continua Beghin – Negli ultimi dieci anni la Turchia ha ricevuto più di 10 miliardi di euro di fondi europei: per questo ho chiesto se il gruppo turco che ha acquistato Pernigotti abbia beneficiato di questi fondi in Turchia agevolando così la possibile delocalizzazione. Se così fosse chiederemo alla proprietà turca di restituire all’Italia e all’Europa i contributi ricevuti. E non faremo sconti».