“Non carità ma giustizia per gli operai Pernigotti”, l’appello dei sacerdoti
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
11 Novembre 2018
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“Non carità ma giustizia per gli operai Pernigotti”, l’appello dei sacerdoti

Per gli operai della Pernigotti "non carità ma giustizia": l'hanno chiesta i sacerdoti di Novi Ligure che oggi hanno concelebrato la messa nel cortile dello stabilimento. I lavoratori: "Saremo parte attiva per promuovere un piano di ristrutturazione"

Per gli operai della Pernigotti "non carità ma giustizia": l'hanno chiesta i sacerdoti di Novi Ligure che oggi hanno concelebrato la messa nel cortile dello stabilimento. I lavoratori: "Saremo parte attiva per promuovere un piano di ristrutturazione"

NOVI LIGURE – Per gli operai della Pernigotti «non carità ma giustizia». Le parole di papa Paolo VI sono risuonate oggi come un tuono nel cortile della fabbrica dove i sacerdoti novesi Paolo Padrini, Costantino Marostegan, Giuseppe Turrici e Varghese “Giorgio” Mettekkattu hanno concelebrato la messa di fronte ai dipendenti dell’azienda dolciaria, alle loro famiglie, ai rappresentanti delle istituzioni e a tanti cittadini comuni.

Circa trecento persone hanno assistito alla cerimonia religiosa. «Non facciamo mancare in questo luogo la preghiera. La mancanza di lavoro ferisce anche lo spirito», hanno affermato i parroci novesi citando dal Vangelo di Marco l’episodio della vedova nel tempio, quando Gesù dice: «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Un richiamo forte all’economia che «non può essere solo finanza» e alla dignità dei lavoratori «che non sono numeri o pacchi da spostare». E ancora, citando Paolo VI, «non dobbiamo dare per carità quello che è dovuto per giustizia».
Don Paolo ha commosso la platea con un ricordo personale: «Mio padre ha iniziato a lavorare qui e poi ha conosciuto mia madre alla concorrenza, alla Fidass [altra industria dolciaria che oggi non esiste più; ndr]». Poi ha estratto la carta identità: «Su quella della Pernigotti c’è scritto “Novi Ligure”, ma su quella dei novesi c’è scritto “Pernigotti”».

Applausi anche per Flavia Bormioli, dipendente Pernigotti dal 1973 al 2015. A lei i colleghi di lavoro hanno affidato una lettera: «Saremo parte attiva nel promuovere un piano di ristrutturazione della Pernigotti. Siamo convinti che con l’aiuto della città e delle istituzioni, si debba fin da subito lavorare a un progetto che consenta alla Pernigotti di proseguire la produzione in questa fabbrica, tutelando un marchio riconosciuto tra le eccellenze del made in Italy e salvando il lavoro per tutte le nostre famiglie». I lavoratori a rischio, tra dipendenti diretti, interinali e indotto, sono almeno 250.

Alla messa hanno diversi esponenti delle istituzioni come il sindaco Rocchino Muliere e il suo collega di Pozzolo Formigaro Domenico Miloscio, gli assessori comunali Felicia Broda e Stefano Gabriele e i consiglieri Marco Bertoli, Fabrizio Gallo, Enzo Garassino, Alfredo Lolaico e Maria Rosa Porta.

 

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