Di Maio in tv promette: “Sarò al tavolo di crisi per la Pernigotti”
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
12 Novembre 2018
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Di Maio in tv promette: “Sarò al tavolo di crisi per la Pernigotti”

[AGGIORNAMENTO: Di Maio sarà al tavolo di crisi] Quella che si apre oggi sarà una settimana importante per la Pernigotti. Occhi puntati su giovedì, quando a Roma si terrà la prima riunione del tavolo di crisi al ministero. I sindacati vorrebbero la presenza del vicepremier Di Maio

[AGGIORNAMENTO: Di Maio sarà al tavolo di crisi] Quella che si apre oggi sarà una settimana importante per la Pernigotti. Occhi puntati su giovedì, quando a Roma si terrà la prima riunione del tavolo di crisi al ministero. I sindacati vorrebbero la presenza del vicepremier Di Maio

AGGIORNAMENTO ORE 17.30 – Il vicepremier Luigi Di Maio sarà al tavolo di crisi aperto al ministero dello Sviluppo economico per discutere della questione Pernigotti. Lo ha annunciato lo stesso Di Maio, intervistato da Massimo Giletti durante la trasmissione televisiva di La7 “Non è l’arena”. Rispondendo alle domande del giornalista sul tema dell’informazione, il vicepremier grillino ha detto: «Quotidianamente da ministro del Lavoro mi occupo di aziende che chiudono dall’oggi al domani e lavoratori che perdono il posto, come nel caso della Pernigotti di Novi Ligure. Questa settimana incontrerò i lavoratori della fabbrica, ci vedremo al tavolo aperto al ministero».

NOVI LIGURE – Quella che si apre oggi sarà una settimana importante per la Pernigotti. Stasera alle 21.00 il Museo dei Campionissimi ospiterà una riunione del consiglio comunale aperta ai dipendenti dell’azienda dolciaria, ai sindacati e a tutti coloro che vorranno intervenire. Tutti gli occhi sono però puntati su giovedì, quando a Roma si terrà la prima riunione del tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico. Lì i sindacati vorrebbero anche la presenza del vicepremier Luigi Di Maio per dare maggior peso alle rivendicazioni dei lavoratori. A rappresentare i dipendenti della fabbrica novese ci saranno i vertici provinciali dei sindacati di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil e i componenti delle Rsu di stabilimento. Ancora non si sa invece da chi farà da portavoce dell’azienda: potrebbero essere gli avvocati Massimiliano Arlati e Rosamaria Bevante, dello studio legale Arlati-Ghislandi di Milano.

Si sa già, invece, che sarà un buco nell’acqua l’incontro per l’avvio della cassa integrazione. Non deve stupire: l’azienda finora è rimasta ferma nella propria scelta iniziale, vale a dire un anno di cassa integrazione per cessazione dell’attività. I sindacati chiedono invece che la cassa integrazione sia estesa a due anni e soprattutto che venga erogata per ristrutturazione o riorganizzazione aziendale. La differenza è sostanziale: nel secondo caso, infatti, i Toksoz sarebbero obbligati per legge a investire nella fabbrica, ad esempio con un aggiornamento tecnologico degli impianti o con un miglioramento dei processi produttivi. Ma visto che la proprietà turca punta a chiudere lo stabilimento di viale della Rimembranza, che si arrivi a una mediazione con i sindacati sulla cassa integrazione pare al momento impossibile.

Per mantenere alta l’attenzione mediatica, dopo la messa di ieri nel cortile della fabbrica, rimane sul tavolo anche l’ipotesi di una manifestazione che coinvolta lavoratori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del sindacato e semplici cittadini.

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