Guido, il pittore della Pernigotti daltonico come Van Gogh
Ci saranno anche le opere di Guido Biagio Naso Tusa, questa sera al centro fieristico Dolci Terre, all'interno della manifestazione per i lavoratori di Pernigotti e Iperdì: 42 anni, pittore per passione, dal 2011 fa lo stagionale per l'azienda dolciaria novese
Ci saranno anche le opere di Guido Biagio Naso Tusa, questa sera al centro fieristico Dolci Terre, all'interno della manifestazione per i lavoratori di Pernigotti e Iperdì: 42 anni, pittore per passione, dal 2011 fa lo stagionale per l'azienda dolciaria novese
NOVI LIGURE – Ci saranno anche le opere di Guido Biagio Naso Tusa, questa sera al centro fieristico Dolci Terre, all’interno della manifestazione per i lavoratori di Pernigotti e Iperdì: 42 anni, pittore per passione, dal 2011 fa lo stagionale per l’azienda dolciaria novese e a marzo di quest’anno è stato assunto a tempo indeterminato. Ironia della sorte, il contratto tanto agognato è arrivato pochi mesi prima dell’annunciata chiusura della fabbrica. E purtroppo non è la prima crisi aziendale che vive: «Fino al 2007 lavoravo alla Jefferson Smurfit, poi ha chiuso».
Scherzando, si potrebbe dire che il lavoro artistico di Naso Tusa assomiglia più a quello di un falsario che di un pittore: i suoi quadri sono infatti riproduzioni precise delle opere di “pesi massimi” come Pablo Picasso, Caravaggio, Tamara de Lempicka, Jan Vermeer, Claude Monet, ma soprattutto di Amedeo Modigliani e Vincent Van Gogh. Con il celeberrimo pittore olandese, conosciuto per lo spregiudicato uso dei colori vivaci, il 42enne novese condivide un piccolo difetto fisico che rende le sue opere ancora più degne di nota: soffre infatti di una forma di daltonismo (come a proposito di Van Gogh afferma lo studio dello scienziato giapponese Kazunori Asada).
«Scrivo sulla tavolozza i nomi dei colori per non confondermi», spiega Naso Tusa, che ha iniziato a dipingere quando è entrato alla Pernigotti, sette anni fa: «Dopo il turno 14-22 arrivavo a casa e non riuscivo a prendere sonno, così ho cominciato a disegnare. Ammiravo i capolavori dei grandi artisti e mi sarebbe piaciuto possederne qualcuno». Un sogno impossibile da avverare, ma non troppo: «Ho imparato a riprodurli, prima con le tempere su cartone telato, poi con i colori a olio su tela».
A Dolci Terre, il 42enne porterà la sua ultima opera, la “Madonna della Seggiola” di Raffaello, così almeno non sarà costretto a decidere cosa esporre e cosa no tra decine e decine di quadri: la casa di Guido Biagio Naso Tusa si è trasformata in una galleria d’arte e ogni centimetro libero, sulle pareti, è stato occupato dalle sue tele con una collezione che potrebbe fare invidia a un museo, se fosse autentica. «Se lo fosse, venderei tutto per comprare la Pernigotti e continuare a lavorarci dentro con i miei colleghi».
Fondo di solidarietà per i lavoratori Pernigotti e Iperdì, conto corrente intestato alla Caritas Diocesana di Tortona: lban IT48N 03111 48420 00000 0000838.