Pernigotti, arriva l’advisor ma l’azienda riconferma la cessazione
Il nome dell'advisor per la Pernigotti ora c'è ma con le festività avrà poco tempo per lavorare alla reindustrializzazione della fabbrica di Novi Ligure. Per di più, l'azienda ha riconfermato la richiesta di cassa integrazione per cessazione
Il nome dell'advisor per la Pernigotti ora c'è ma con le festività avrà poco tempo per lavorare alla reindustrializzazione della fabbrica di Novi Ligure. Per di più, l'azienda ha riconfermato la richiesta di cassa integrazione per cessazione
NOVI LIGURE – Il nome dell’advisor per la Pernigotti ora c’è – è la società Sernet di Milano – anche se non si capisce bene per fare cosa, visto che con le festività di mezzo avrà ben poco tempo per lavorare al «processo di reindustrializzazione del sito di Novi Ligure» prima dell’8 gennaio, quando azienda e sindacati torneranno a incontrarsi a Roma. Per di più, la proprietà della Pernigotti ha confermato la «richiesta di trattamento di cassa integrazione per cessazione di attività»: esattamente quello che i rappresentanti dei lavoratori non vogliono nemmeno sentir nominare e che già si sono rifiutati di firmare durante l’ultimo vertice al ministero del Lavoro, lo scorso 30 novembre.
«La nomina dell’advisor arriva fuori tempo massimo, aveva una logica se fatta a metà novembre, quando la Sernet poteva avere di fronte a sé diverse settimane di attività», commenta Tiziano Crocco, segretario provinciale della Uila-Uil [nella foto di ieri, durante un incontro in fabbrica a cui ha partecipato anche una delegazione della Uiltucs]. «Tra l’altro la presentazione dell’advisor poteva essere una buona occasione per richiamare la Pernigotti alle proprie responsabilità – dice ancora il sindacalista – Il governo poteva indurre la proprietà a partecipare all’incontro fissato per venerdì 21 al ministero del Lavoro, che invece è saltato proprio per l’indisponibilità dell’azienda».

Sulla carta, la Sernet sembrerebbe avere le caratteristiche giuste per operare a Novi. La società di consulenza infatti ha trattato diversi casi di ristrutturazione aziendale, compresi progetti complessi di rilancio e reindustrializzazione di siti in dismissione. Tutto dipenderà però dal mandato che i Toksoz hanno conferito alla società di consulenza («e che noi vorremmo vedere per capire esattamente cosa c’è scritto», dice Crocco). Il primo passo nella direzione giusta sarebbe un accordo sulla cassa integrazione per ristrutturazione aziendale (e non per cessazione). Ma Pernigotti non sembra voler cambiare idea.
Fondo di solidarietà per i lavoratori Pernigotti e Iperdì, conto corrente intestato alla Caritas Diocesana di Tortona: lban IT48N 03111 48420 00000 0000838.