Villa Minetta diventa set per fotografi e modelle, il comitato dice basta
Per il comitato che chiede di tutelare Villa Minetta, a Novi Ligure, sono troppi i fotografi che utilizzano l'edificio come set per scatti glamour con giovani modelle. La replica: "Visitiamo il luogo con grande rispetto, a fare danni sono vandali e ladri"
Per il comitato che chiede di tutelare Villa Minetta, a Novi Ligure, sono troppi i fotografi che utilizzano l'edificio come set per scatti glamour con giovani modelle. La replica: "Visitiamo il luogo con grande rispetto, a fare danni sono vandali e ladri"
NOVI LIGURE – Sono diversi i fotografi che usano Villa Minetta per i propri shooting. Il richiamo del luogo è indiscutibile: la grande residenza del conte Edilio Raggio, anche se depredata degli arredi e in stato di abbandono, mantiene ancora intatto il fascino di quando l’edificio apparteneva all’uomo più ricco dell’Italia dell’epoca. Per cercare di preservarla dalla spirale del degrado, a giugno è nato il comitato spontaneo “Salviamo Villa Minetta”, che ha promosso una petizione poi inviata alla Soprintendenza con cui i firmatari hanno chiesto di apporre un vincolo di tutela sull’edificio, finora senza esito.
«Questo silenzio rischia di compromettere lo stato della villa, che è continuamente preda degli sciacalli e del tempo che avanza, e consente il libero accesso alla struttura pericolante da parte di molte persone – afferma Fiammetta Merlo, referente del comitato – Il web è ricco di testimonianze che provano le continue gite da parte di abitanti del luogo e non solo, come alcuni fotografi e le loro modelle che utilizzano Villa Minetta come set, muovendosi per gli ambienti interni e recandosi anche ai piani alti, dove l’edificio mostra i cedimenti più evidenti».

Secondo Merlo, però, «la villa versa in condizioni disperate, anche il minimo peso potrebbe determinare danni irreversibili. Inoltre chi decide di visitarla, ignorando il divieto di accesso e violando la proprietà privata, mette a rischio la propria incolumità. Questa meravigliosa opera – conclude Fiammetta Merlo – non dovrebbe essere meta di vandali e curiosi, ma un fiore all’occhiello del nostro territorio».