Kme venduta ai cinesi, a rischio lo stabilimento di Serravalle?
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
28 Gennaio 2019
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Kme venduta ai cinesi, a rischio lo stabilimento di Serravalle?

La Kme vende ai cinesi il business delle barre in ottone e dei tubi. Sindacati sul piede di guerra. A rischio lo stabilimento di Serravalle Scrivia?

La Kme vende ai cinesi il business delle barre in ottone e dei tubi. Sindacati sul piede di guerra. A rischio lo stabilimento di Serravalle Scrivia?

SERRAVALLE SCRIVIA – La Kme passa in mani cinesi, almeno in parte. La Intek, società che controlla Kme, ha infatti raggiunto un accordo con il gruppo cinese Zhejiang Hailiang Co per la cessione del business delle barre in ottone (prodotte in Italia e Germania) nonché quello dei tubi realizzati in Germania e Spagna.

In Italia le barre vengono prodotte nello stabilimento di Serravalle Scrivia dove lavorano circa 150 dipendenti, mentre la lavorazione dei tubi, sempre prodotti a Serravalle, era già stata passata ad un’altra società di cui Kme detiene il 51 per cento, «ma che a seguito di questa operazione prevediamo sia ceduta definitivamente», spiega Massimo Braccini, coordinatore nazionale della Fiom-Cgil per il gruppo Kme.

«Il 22 ottobre 2018 abbiamo firmato con Kme un accordo sindacale che prevedeva il rilancio dei siti in Italia (Fornaci di Barga, Serravalle Scrivia, Firenze) con specifici investimenti – dice Braccini – Nell’accordo è prevista la specializzazione dello stabilimento Kme Brass di Serravalle nel settore barre di ottone e il rientro di volumi produttivi da altri stabilimenti del gruppo. L’azienda si era impegnata peraltro a non spostare produzioni che potessero implicare la perdita di volumi produttivi. Qui invece siamo proprio alla vendita di attività».

«Questa operazione implica un restringimento produttivo, dei prodotti, degli stabilimenti e dei livelli occupazionali della Kme in Italia che, nonostante i molti passaggi societari avvenuti in questi anni, mai erano avvenuto a questo livello. Le barre sono sempre state un settore importante che ha sempre dato risultati positivi e gli stabilimenti di Fornaci di Barga e Serravalle sono sempre stati i pilastri produttivi del gruppo. Così resterebbero solo le produzioni nel sito di Fornaci e il centro direzionale a Firenze, con tutte le incognite del caso. Non condividiamo questa operazione e chiediamo il pieno rispetto degli accordi sindacali. Convocheremo un coordinamento sindacale nazionale, valutando di proclamare anche specifiche iniziative di mobilitazione. Si rende necessario un urgente passaggio al ministero dello Sviluppo Economico per chiarire le prospettive industriali del gruppo Kme in Italia», conclude Massimo Braccini.

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