Pernigotti, l’azienda richiama un operaio: lavoratori imbavagliati per protesta
La Pernigotti ha inviato una contestazione a uno degli operai. I colleghi della fabbrica di Novi Ligure, in sciopero da quasi 90 giorni, si sono imbavagliati per protesta
La Pernigotti ha inviato una contestazione a uno degli operai. I colleghi della fabbrica di Novi Ligure, in sciopero da quasi 90 giorni, si sono imbavagliati per protesta
NOVI LIGURE – Lavoratori imbavagliati per protesta questa mattina alla Pernigotti di Novi Ligure. Un modo simbolico per manifestare contro la decisione dell’azienda che ha inviato una lettera di contestazione al più giovane degli operai, Luca Patelli, il quale spesso ha fatto da portavoce ai propri colleghi. Motivo del contendere la dimostrazione organizzata dai lavoratori a Rimini, al Salone nazionale del gelato. Secondo l’azienda, Patelli avrebbe reso ai giornali dichiarazioni lesive del buon nome della Pernigotti.
Un giornale locale di Rimini, infatti, ha riportato una frase attribuita al giovane operaio, circa il fatto che i prodotti della Pernigotti non sono sarebbero fatti in Italia e ciò costituirebbe una presa in giro per i consumatori. Affermazioni che però il 29enne novese mai avrebbe pronunciato e comunque non in quei termini. «Abbiamo preso atto della comunicazione dell’azienda – spiega Tiziano Crocco, segretario provinciale della Uila-Uil – Come prevedono le norme in materia, abbiamo chiesto che il lavoratore venga ascoltato in presenza dei rappresentanti sindacali». Dopo il confronto, la direzione della Pernigotti potrebbe ritirare la contestazione o al contrario irrogare una sanzione.

Nemmeno l’operaio Yonny Chaves si è fermato: “armato” di megafono, è salito sui bancali posti all’ingresso della fabbrica e ha lanciato il proprio appello ai politici. «Sono quasi tre mesi che scioperiamo con dignità per difendere il nostro posto di lavoro ma qualcuno ci vuole chiudere la bocca – ha detto Chaves – Chiedo alle forze politiche di ricordarsi delle bandiere italiane firmate dai lavoratori della Pernigotti. Il vicepremier Di Maio ci aiuti, faccia sì che il decreto “salva marchi storici” possa comprendere anche noi. Per favore, fate questa benedetta legge entro il 5 febbraio».