Muliere: “Non mi tiro indietro, ma sulla mia candidatura decide la coalizione”
"I cittadini novesi hanno un sindaco onesto". Il giorno dopo l'avviso di conclusione delle indagini su Rimborsopoli bis il sindaco Muliere non si tira indietro ma dice: "Sulla ricandidatura deciderà la coalizione"
"I cittadini novesi hanno un sindaco onesto". Il giorno dopo l'avviso di conclusione delle indagini su Rimborsopoli bis il sindaco Muliere non si tira indietro ma dice: "Sulla ricandidatura deciderà la coalizione"
È per questo che Muliere non intende rinunciare alla propria candidatura a un secondo mandato da sindaco. «Ma sono a disposizione della coalizione che mi sostiene: saranno le forze politiche che la compongono a decidere», ha chiarito il primo cittadino. Nei prossimi giorni il centrosinistra si riunirà, ma una dichiarazione di sfiducia al sindaco è da escludere: con Muliere stamattina c’era tutta la giunta comunale e lo stato maggiore del Pd, oltre a Stefano Gabriele nel doppio ruolo di assessore e di rappresentante della lista civica Venti x Novi. È stato Muliere stesso a fare il punto delle alleanze finora strette: oltre a Pd, Venti x Novi e ai giovani di Volt, la neonata formazione politica paneuropea, ci sarà anche una “lista del sindaco”. Ancora in corso, invece, le trattative con LeU, che esprime Dilva Manfredi in consiglio comunale.
Muliere ha ripercorso le ultime tappe dell’inchiesta. L’altro ieri ha ricevuto dalla procura della Repubblica di Torino un avviso di chiusura delle indagini. Ora ha venti giorni di tempo per presentare memorie o documenti o chiedere di essere sentito dai pm. Successivamente, il giudice deciderà se rinviarlo a giudizio oppure se proscioglierlo. Nel primo caso, si aprirà un processo con l’ipotesi di reato di peculato e – se arrivasse una condanna superiore ai due anni – in virtù della Legge Severino verrebbe sospeso dalla carica di sindaco.
La posizione di Muliere non è semplice: l’indagine riguarda i rimborsi spese in Regione tra il 2008 e il 2010 e vede coinvolti 31 ex consiglieri regionali. Muliere, in quanto capogruppo Ds-Pd tra il 2005 e il 2010, potrebbe essere chiamato a rispondere non tanto delle proprie spese personali, quanto di quelle degli altri componenti del gruppo. Nella prima inchiesta Rimborsopoli, che ha visto la condanna in secondo grado di numerosi ex consiglieri regionali, la posizione di Muliere è stata archiviata.
«Ho sempre cercato di gestire i fondi del gruppo nella massima correttezza e non ho mai utilizzato il mio ruolo di amministratore pubblico a scopo di arricchimento personale. Non ho nemmeno utilizzato i rimborsi concessi ai consiglieri regionali che partecipavano a eventi sul territorio – ha detto Muliere – Ribadisco la mia piena fiducia nel lavoro della magistratura e in questi ultimi mesi di mandato continuerò a lavorare per portare a termine il lavoro che siamo chiamati a svolgere come amministrazione comunale. Ci sono scadenze importanti: l’accordo con Rfi e Regione Piemonte per il rilancio di San Bovo, il piano di riqualificazione della Z3, i lavori alla Barbellotta, al basso Pieve e alla Merella finanziati con il milione di euro del Terzo Valico e il restauro del teatro Marenco».