Nelle tavole di Cristina Corzetto la tragica attualità del femminicidio
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Elena Carrea - novionline@novionline.net  
17 Febbraio 2019
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Nelle tavole di Cristina Corzetto la tragica attualità del femminicidio

A Spazio Arte di Gavi è in corso la mostra "Storia di Ludmilla e del suo corpo abbandonato", dell'artista genovese Cristina Corzetto

A Spazio Arte di Gavi è in corso la mostra "Storia di Ludmilla e del suo corpo abbandonato", dell'artista genovese Cristina Corzetto

GAVI – Brevissima e sottile, graphic novel istantanea al pari di certi sogni del mattino, “Storia di Ludmilla e del suo corpo abbandonato”, dell’artista genovese Cristina Corzetto, è un volumetto illustrato che si compone di diciassette tavole percorse da brividi di china fitti, scomposti in piani che si intersecano e ruotano, immagini oniriche dove le figure fluttuano e le parole si rincorrono in strofe libere tra mutevoli prospettive copresenti che ribaltano gli orizzonte d’attesa.

L’opera, le cui pagine sono esposte alle pareti, inaugura la stagione espositiva allo Spazio Arte di Gavi e nel portare l’attenzione sulla tragica attualità del femminicidio conduce una riflessione sulla drammatica impasse che ci coglie di fronte alla fine prematura e violenta di una giovane vita, qui aggravata dall’ingiustizia sociale.
La vicenda è tratta da un fatto di cronaca, l’assassinio di una ragazza ucraina, tra le migliaia di vittime della prostituzione coatta, ingannate sulla strada del sogno che riscatti la miseria della precedente esistenza. Un colpo alla nuca, un cliente, forse, o forse chi la nostra lingua chiama, con un termine troppo stonato, quasi offensivo, “protettore”.

Cristina Corzetto sente una bruciante compassione, l’urgenza di provare a conciliare l’insanabile. Fornisce un’identità a quei resti gettati in un fosso come carta sporca: Ludmilla. I desideri di bambina, gli stenti, gli abusi, la paura che scandiscono i pochi anni della protagonista fino all’istante fatale, nella seconda parte della narrazione si ricompongono nell’ambito dello psicodramma che l’autrice inscena per regalarle le possibilità recise, il calore di un ambiente protetto dove l’incontro con gli altri sia gioia, non dolore. Una compagnia di artisti di strada – ispirata, rivela Corzetto, dalla tenerezza e la vitalità della famigliola di saltimbanchi immortala da Bergman nel cult movie “Il Settimo Sigillo” – risveglia la ragazza, novella Biancaneve, la adotta. La strada mostra così il lato luminoso del suo volto e in quella dimensione libera e creativa si riscatta il destino di Ludmilla.

Diplomata al liceo artistico Paul Klee di Genova e oggi residente in valle Scrivia, Cristina Corzetto propone un percorso che ci scava nell’intimo, un viaggio tra fiaba e cronaca nera, arte grafica, teatro e poesia, il quale, come ricorda nella prefazione Angelo Lanzone, docente di Filosofia, ha lo scopo di «educare il lettore a una forma di vita nuova» con la forza propria della tecnica psicodrammatica. Fino al 22 febbraio, in Corte Zerbo. Orario: da giovedì a domenica, dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero.

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