Chiuse le indagini per la morte di Igina Fabbri con la richiesta di rinvio a giudizio del figlio
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
25 Febbraio 2019
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Chiuse le indagini per la morte di Igina Fabbri con la richiesta di rinvio a giudizio del figlio

Si sono chiuse, con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Alessandria, le indagini sulla morte di Igina Fabbri, la donna morta in una villa disabitata ad Arquata. Sotto accusa il figlio

Si sono chiuse, con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Alessandria, le indagini sulla morte di Igina Fabbri, la donna morta in una villa disabitata ad Arquata. Sotto accusa il figlio

CRONACA – Si sono chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio, da parte della Procura della Repubbica di Alessandria, le indagini sulla morte di Igina Fabbri, la donna di Arquata Scrivia di 71 anni morta nella villa disabitata a Pessino, frazione di Arquata Scrivia. 
Sotto accusa c’è il figlio, Mauro Traverso, 46 anni. Era stato lui, nel febbraio 2018 a lanciare l’allarme: aveva trovato la madre in fin di vita nella villa chiusa da anni, senza luce e senza riscaldamento, con i polsi legati da un laccio. 
Le indagini condotte dai carabinieri avevano portato sulle tracce di Traverso, arrestato a giugno dello stesso anno. Da allora l’uomo si trova in carcere, ad Asti. 
I carabinieri avevano ricostruito i movimenti dell’uomo i giorni prima del ritrovamento. Avevano notato, ripresa dalla telecamere lungo le strade, l’auto del figlio andare e tornare più volte dal centro di Arquata, dove Igina viveva con Mauro, alla casa disabitata.
Secondo le informazioni fornire dallo stesso Traverso, la donna aveva chiesto di essere accompagnata a Pessino per “fare pulizia” in casa, che era in vendita. Avrebbe dovuto essere riaccompagnata da una amica in serata. Il figlio si sarebbe accorto che la madre non aveva fatto ritorno solo il giorno dopo. Secondo gli inquirenti, invece, la donna era stata accompagnata nella villa chiusa già il giorno prima. 
Traverso, tramite il suo avvocato, Aldo Mirante, ha chiesto di poter parlare davanti al giudice per l’udienza preliminare, che deve ancora essere fissata. L’uomo ha sempre negato di aver voluto la morte della madre. 
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