Solventi nei pozzi, ora sono 6: si estende l’area inquinata
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
1 Marzo 2019
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Solventi nei pozzi, ora sono 6: si estende l’area inquinata

Sono sei i pozzi del quartiere Pieve a Novi Ligure inquinati da tetracloroetilene e altre sostanze pericolose. Oltre ai tre pozzi presenti nell'area della casa di riposo Serenella, i tecnici dell'Arpa ne hanno individuati altri tre

Sono sei i pozzi del quartiere Pieve a Novi Ligure inquinati da tetracloroetilene e altre sostanze pericolose. Oltre ai tre pozzi presenti nell'area della casa di riposo Serenella, i tecnici dell'Arpa ne hanno individuati altri tre


NOVI LIGURE – Sono sei i pozzi del quartiere Pieve a Novi Ligure inquinati da tetracloroetilene, cloroformio, manganese e altre sostanze pericolose. Oltre ai tre pozzi presenti nell’area di proprietà della casa di riposo Serenella, infatti, i controlli dell’Arpa ne hanno trovati altri tre, in strada Dragonara. Il Comune ha emesso un’ordinanza che vieta di utilizzare l’acqua dei pozzi per qualsiasi scopo.

All’inizio del mese di febbraio, durante la campagna di monitoraggio dei lavori del Terzo Valico ferroviario, i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente avevano individuato nella zona della Serenella pozzi in cui erano presenti solventi con concentrazioni fino a trecento volte superiori a quelle consentite dalla legge. L’Arpa aveva quindi esteso le indagini ad altri pozzi del quartiere e l’altro ieri ha trasmesso al Comune di Novi Ligure i risultati.

Nei pozzi della Serenella le sostanze inquinanti stanno diminuendo, ma sono sempre ben oltre la soglia di sicurezza. Il tetracloroetilene, in particolare, ha concentrazioni di 59, 29 e 3,2 microgrammi per litro, a fronte di un valore massimo ammesso di 1,1. I tre pozzi di strada Dragonara risultano contaminati – oltre che dal tetracloroetilene, un potente solvente considerato «probabilmente cancerogeno per l’uomo» dal ministero della Salute – da cloroformio e bromodiclorometano. I pozzi non sono collegati alla rete dell’acquedotto.

«Il provvedimento – spiegano dal Comune – si è reso necessario dopo che le analisi effettuate dall’Arpa hanno individuato la presenza di solventi clorurati a una concentrazione superiore al limite consentito dalle norme ambientali e sanitarie di riferimento. Vista la posizione dei pozzi, rispetto alla falda drenante delle acque della valle dello Scrivia e la localizzazione del cantiere del Terzo Valico in località Pieve, si ribadisce che è esclusa una possibile interferenza tra l’opera e i pozzi».
Nei prossimi giorni si terrà una riunione di carattere tecnico tra l’amministrazione comunale e l’Arpa. Successivamente, l’amministrazione riferirà ai residenti del Basso Pieve l’esito dell’incontro e le azioni che verranno intraprese di conseguenza.

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