Due giorni per scoprire ogni angolo di Voltaggio insieme al Fai
"Un borgo e le sue memorie: Voltaggio" è il tema scelto dalla delegazione novese del Fai in occasione delle Giornate di primavera: due giorni di visite guidate alla scoperta dei monumenti del paese
"Un borgo e le sue memorie: Voltaggio" è il tema scelto dalla delegazione novese del Fai in occasione delle Giornate di primavera: due giorni di visite guidate alla scoperta dei monumenti del paese
VOLTAGGIO – Il tradizionale appuntamento delle Giornate Fai di Primavera è giunto ormai alla sua ventisettesima edizione. Un borgo e le sue memorie: Voltaggio (Veliturium), “fonte” di storia, cultura e tradizioni è il tema di quest’anno con il quale la delegazione novese del Fondo ambiente italiano intende far conoscere il pittoresco borgo. Oggi e domani, sabato 23 e domenica 24 marzo, è prevista l’apertura di diversi luoghi, tutti a Voltaggio, con visite guidate a cura dei volontari Fai e degli Apprendisti Ciceroni del liceo Amaldi di Novi. Dalle 10.30 alle 18.30 sarà possibile visitare: il convento e la quadreria dei frati Cappuccini, il palazzo Scorza-Battilana, l’oratorio di San Giovanni Battista e l’oratorio di Santa Maria del Gonfalone.

A Voltaggio si trovano inoltre ben quattro oratori, come l’oratorio di San Giovanni Battista che svetta imponente con la sua grande cupola di oltre 17 metri di altezza e ospita importanti dipinti di scuola genovese, e l’oratorio secentesco di Santa Maria del Gonfalone riccamente ornato con stucchi, arredi e marmi. Oltre alle tradizionali visite è prevista una camminata lungo un sentiero di circa tre chilometri che parte da Palazzo Gazzolo, prosegue al vicino oratorio di Sant’Antonio Abate e conduce a un essiccatoio di castagne, l’unico funzionante in Piemonte grazie alla tenacia del suo proprietario, portando infine ai ruderi del castello.
La Delegazione Fai di Novi Ligure invita inoltre a completare la visita recandosi al vicino Santuario della Rocchetta, a Lerma. La chiesa, raggiungibile lungo una strada scandita da piccole edicole di una via Crucis, risale al XIII secolo e conserva all’interno affreschi del Seicento. Durante l’ultimo conflitto nella cripta della famiglia Spinola sono stati nascosti da don Mazzarello alcuni ebrei sfuggiti così alle persecuzioni razziali.