Tartufo, al Giacometti Cederna nei panni di un ipocrita arrivista
Home
Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
28 Marzo 2019
ore
00:00 Logo Newsguard

Tartufo, al Giacometti Cederna nei panni di un ipocrita arrivista

Sul palco del teatro Giacometti di Novi Ligure, all'interno della stagione organizzata in collaborazione con Piemonte dal Vivo, va in scena il Tartufo di Molière, prodotto dall'Associazione Teatrale Pistoiese, con la regia di Roberto Valerio

Sul palco del teatro Giacometti di Novi Ligure, all'interno della stagione organizzata in collaborazione con Piemonte dal Vivo, va in scena il Tartufo di Molière, prodotto dall'Associazione Teatrale Pistoiese, con la regia di Roberto Valerio

NOVI LIGURE – Venerdì 29 marzo, sul palco del Teatro Giacometti di Novi Ligure, all’interno della stagione organizzata in collaborazione con Piemonte dal Vivo va in scena il Tartufo di Molière prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, con la regia di Roberto Valerio.

Sul palco, Giuseppe Cederna, un interprete di eccezione che dopo i suoi one-man-show degli ultimi anni, torna ad inserirsi, da protagonista, in un’importante produzione teatrale, nel ruolo del titolo di questo intramontabile classico.

Ad accompagnare Cederna un gruppo di artisti (Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Massimo Grigò) che ha realizzato, negli ultimi anni, spettacoli di valore, apprezzati da pubblico e critica.

La trama del celebre capolavoro è a tutti nota: il protagonista, emblema dell’ipocrisia, indossa la maschera della devozione religiosa e della benevolenza per raggirare e tradire il suo sprovveduto e ingenuo benefattore Orgone. Tartufo è dunque un arrivista che veste i panni del virtuoso in odore di santità e Orgone è colui che gli regge lo specchio in un gioco di oscura manipolazione e dipendenza affettiva. Tartufo è scaltro, affascinante, pericoloso; i suoi gesti e le sue espressioni tradiscono una natura sanguigna, depravata, oscena, naviga nelle acque irrequiete della dissimulazione oscillando tra un’affettata eleganza e una grezza materialità. È sensuale e inquietante, tanto da ricordare qualcosa di diabolico, di sinistro.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione