La battaglia per l’acqua del Gorzente
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
3 Aprile 2019
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La battaglia per l’acqua del Gorzente

Un rappresentante del “popolo di Bosio” ha manifestato davanti alla prefettura per richiedere un incontro sul prelievo dell'acqua da parte di Iren (Genova): “chiediamo che venga controllato il deflusso minimo che deve essere garantito”

Un rappresentante del “popolo di Bosio” ha manifestato davanti alla prefettura per richiedere un incontro sul prelievo dell'acqua da parte di Iren (Genova): “chiediamo che venga controllato il deflusso minimo che deve essere garantito”

CRONACA – Una lunga diatriba tra il “popolo di Bosio” (ossia un gruppo di privati cittadini) e Mediterranea delle Acque di Genova (Iren) sull’utilizzo dell’acqua degli invasi sul torrente Gorzente. 
In forza di una concessione demaniale piuttosto datata, Iren è autorizzata a prelevare acqua dal lago per alimentare l’approvvigionamento per fini potabili e per la produzione di energia idroelettrica.

Una concessione che il “popolo di Bosio”, però, vorrebbe rivedere, essendo acqua che scorre dal territorio piemontese a quello ligure. Se, in passato, ce ne era per tutti, oggi, con la crisi idrica conclamata (dai fatti e dagli allarmi lanciati a più riprese da studiosi di tutto il mondo) i bosiesi chiedono più controlli sul rispetto della concessione che è comunque in scadenza.
Ieri un rappresentante del “popolo di Bosio” ha manifestato davanti alla Prefettura di Alessandria, per portare la questione all’attenzione delle istituzioni. In particolare, Andrea Costanzo, protagonista della protesta, a cui si è affiancato Giovanni Maccarino per Usb, chiede “un immediato controllo del deflusso minimo del torrente che da concessione demaniale è di 280 litri al secondo”.

Iren, sempre secondo il “popolo di Bosio” non fornirebbe i dati dei prelievi. 
Peraltro, il consiglio regionale del  Piemonte, nel 2007, aveva stabilito che le acque regionali possono essere utilizzare in altre regioni solo per scopi idropotabili.
Maccarino, inoltre, ricorda come l’acqua sia un bene primario, che va tutelato e preservato. 
Nel più lungo periodo, Costanzo chiede anche che all’interno della “legge Daga” l’inserimento di un protocollo che preveda la possibilità che “vengano prese in considerazione le segnalazioni dei cittadini che denunciano un’emergenza idrica contattandoli nelle 24/48 ore successive dalla figura apicale dell’istituzione governativa contattata.

Costanzo mostra anche una delibera della regione Liguria in cui si specifica che Mediterranea delle Acque (Iren) debba sospendere o ridurre l’utilizzo dell’acqua “se questa risultasse in contrasto con i diritti di terzi, il buon regime delle acque o il raggiungimento degli obiettivi di qualità”. La persistente siccità, secondo il “popolo di Bosio” rientrerebbe in questa casistica.
Cerca di smorzare i toni il sindaco Stefano Persano il quale ha chiesto a sua volta un “incontro informativo” con il Prefetto o un suo incaricato, pur nella consapevolezza che è in vigore una concessione a favore di Iren sui prelievi.

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