Ripartenza Ex Ilva Novi Ligure, 384 lavoratori tornano in fabbrica
Cirio, Chiorino e Bussalino: "Segnale positivo per il Piemonte, avanti per l’occupazione"
TORINO – Buone notizie dal fronte industriale per il Piemonte. La ripartenza Ex Ilva Novi Ligure è ufficiale: lo stabilimento del basso Alessandrino riprenderà la produzione da lunedì, consentendo il rientro in attività di 384 lavoratori.
Lo hanno annunciato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino, e l’assessore alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino, al termine del tavolo nazionale sull’ex Ilva convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso.
“Un segnale importante per il Piemonte”
«È un segnale importante per il Piemonte, per lo stabilimento di Novi Ligure e per i nostri lavoratori» – hanno dichiarato congiuntamente i rappresentanti regionali –. «In un momento di difficoltà accogliamo con piacere ogni segnale di speranza: la ripartenza Ex Ilva Novi Ligure rappresenta una boccata d’ossigeno per centinaia di famiglie, ma anche la prova concreta che il dialogo istituzionale non si è mai interrotto».
I vertici della Regione hanno posto l’accento sull’importanza di mantenere alta l’attenzione su tutti i siti piemontesi coinvolti nella filiera dell’acciaio, incluso quello di Racconigi: «Continueremo a lavorare affinché il sito cuneese non venga dimenticato. La tutela dell’indotto è fondamentale quanto quella dei poli produttivi principali».
Il ruolo del Governo e le prospettive europee
Un passaggio chiave è stato dedicato all’impegno dell’esecutivo nazionale: «Ringraziamo il Governo per l’impegno profuso in una situazione estremamente delicata» – hanno affermato Cirio, Chiorino e Bussalino –. «Siamo fiduciosi nei prossimi sviluppi delle negoziazioni in corso con i soggetti interessati. Il Piemonte continuerà a chiedere con forza che la vendita del gruppo sia unitaria, per garantire la tutela dell’intero asset strategico dell’acciaio».
Tra gli scenari futuri, anche l’impatto delle politiche europee: «È essenziale comprendere le opportunità offerte dal pacchetto REsource Eu per la salvaguardia dell’acciaio e dalla revisione del meccanismo Cbam, che potranno rafforzare la competitività del comparto».
Dalle istituzioni regionali è arrivato anche un messaggio chiaro ai potenziali acquirenti del gruppo: «Auspichiamo l’arrivo di un piano industriale serio e concreto, che consenta di tutelare appieno i livelli occupazionali e garantisca stabilitàal settore». La Regione conferma inoltre «la massima disponibilità a collaborare per ogni aspetto di propria competenza, al fine di favorire una vera ripartenza del comparto dell’acciaio».