Permuta ex macello- Ldl:«L’amministrazione si fermi»
I rappresentanti del Carroccio, in consiglio comunale, sono preoccupati che l'operazione venga portata avanti dall'amministrazione
NOVI LIGURE- La questione della permuta fra l’area dell’ex macello di via Pietro Isola e il supermercato Ldl torna alla ribalta delle cronache.
A sollevare nuovamente la questione è il gruppo consiliare della Lega – Lavoriamo per Novi, il quale, in un comunicato stampa, esprime forte preoccupazione per la possibile operazione che l’attuale amministrazione sembra voler riportare in discussione.
La precedente amministrazione targata Gian Paolo Cabella, dopo una delibera di indirizzo finalizzata unicamente a verificare la fattibilità dell’operazione, aveva già preso atto, dalle prime valutazioni tecniche ed economiche, che la permuta non fosse sostenibile né conveniente per il Comune, decidendo così di non procedere oltre.
«Oggi, invece, – sottolineano i consiglieri Pino Dolcino e Giacomo Perocchio– questa operazione riemerge senza che siano state chiarite le ragioni di interesse pubblico, riproponendo uno schema che appare fortemente sbilanciato: un’area comunale di dimensioni e potenzialità nettamente superiori verrebbe ceduta in cambio di un’area più piccola e già edificata, senza perizie comparative pubbliche, senza un bando e senza un confronto trasparente in consiglio comunale».
Questione che solleva interrogativi
Secondo i consiglieri del Carroccio a rendere il quadro ancora più preoccupante «è il fatto che questa ostinazione nel riproporre un’operazione già giudicata non sostenibile solleva legittimi interrogativi di natura politica.
Quando una scelta appare priva di un chiaro vantaggio per la collettività, ma particolarmente conveniente per soggetti privati, il dubbio che si tratti di una merce di scambio politico diventa inevitabile.
A nostro avviso i cittadini hanno il diritto di sapere- proseguono Dolcino e Perocchio- chi trae realmente beneficio da questa permuta; quali equilibri politici o accordi sottintesi si nascondano dietro una decisione così contestabile e infine perché si insista su questa strada invece di valorizzare il patrimonio comunale con procedure aperte e trasparenti, come un’asta pubblica».
Si legge nel comunicato stampa: «Come Lega – Lavoriamo per Novi, mettiamo formalmente in guardia l’amministrazione: se si procederà senza chiarezza, senza un evidente beneficio economico per il Comune e senza spiegare fino in fondo le motivazioni politiche di questa scelta, ci opporremo con determinazione in ogni sede istituzionale. Il patrimonio dei novesi non può diventare oggetto di trattative politiche o scambi di favore. Novi Ligure merita trasparenza, non accordi sottobanco».