Novi Ligure, giovedì 22 alla Scuola di Legalità arriverà Diego Montana
In biblioteca ci sarà l'incontro con il fratello di Beppe Montana, poliziotto ucciso dalla mafia negli anni Ottanta, a soli 27 anni
NOVI LIGURE – Dopo la pausa delle festività natalizie riprendono gli incontri della Scuola Popolare di Legalità. Giovedì 22 gennaio, alle 20.45, in Biblioteca sarà ospite Dario Montana, fratello di Beppe Montana. Il poliziotto che, negli anni Ottanta, diede la caccia ai boss di Cosa Nostra pagando con la vita il suo impegno.
La serata, dal titolo “Il poliziotto che dava la caccia ai boss”, sarà un momento di testimonianza diretta e di memoria, dedicato alla figura di Beppe Montana. E, più in generale, a quella stagione di lotta alla mafia condotta da uomini delle istituzioni spesso lasciati soli ma animati da un profondo senso dello Stato.
Beppe Montana è una delle figure più significative e meno retoriche della lotta dello Stato contro Cosa Nostra negli anni più duri della guerra di mafia. Nato a Agrigento nel 1958, entrò giovanissimo in Polizia e fu assegnato alla Squadra Mobile di Palermo. Dove divenne rapidamente uno degli investigatori più capaci e determinati.
Faceva parte della sezione Catturandi
Montana guidava la Sezione Catturandi, il gruppo incaricato di rintracciare e arrestare i latitanti mafiosi. Il suo lavoro si concentrò in particolare sui vertici emergenti di Cosa Nostra, in un momento in cui l’organizzazione stava cambiando pelle sotto la guida dei corleonesi. Era un poliziotto operativo, presente sul territorio, lontano dai riflettori e allergico alla retorica. Lavorava molte ore al giorno, spesso senza scorta adeguata, muovendosi tra informatori, pedinamenti e indagini complesse.
Beppe Montana rappresentava una nuova generazione di investigatori. Preparato, intuitivo, capace di leggere i segnali del cambiamento mafioso e di colpire i punti nevralgici dell’organizzazione. Per questo era considerato estremamente pericoloso da Cosa Nostra. Il suo nome compariva nelle agende dei boss come obiettivo prioritario.
Venne assassinato il 28 luglio 1985 a Porticello, mentre si trovava in ferie. Colpito alle spalle con numerosi colpi di pistola. Aveva solo 27 anni. Il suo omicidio fu un messaggio chiarissimo dello strapotere mafioso di quegli anni. E segnò uno dei momenti più drammatici della stagione di sangue che precedette le stragi degli anni Novanta.
La figura di Beppe Montana è oggi simbolo di una lotta alla mafia fatta senza clamore, senza protezioni, spesso in solitudine. Un servitore dello Stato che ha pagato con la vita la scelta di fare fino in fondo il proprio dovere. Incarnando un’idea rigorosa e concreta di legalità, fondata sull’azione, sul coraggio e sulla responsabilità personale.