Desertificazione commerciale in Piemonte: centri storici, -27,2% di negozi in 13 anni
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Economia
15 Marzo 2026
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Il report

Desertificazione commerciale in Piemonte: centri storici, -27,2% di negozi in 13 anni

Il rapporto su “Città e demografia d’impresa” evidenzia una forte contrazione del commercio tradizionale tra il 2012 e il 2025. Il presidente Giuliano Viglione: “Senza interventi immediati rischiamo di perdere servizi essenziali per le comunità”

TORINO – La desertificazione commerciale continua ad avanzare anche in Piemonte. Tra il 2012 e il 2025, nei centri storici della regione hanno chiuso il 27,2% delle attività commerciali al dettaglio. Mentre nelle periferie la riduzione è stata del 23,6%.

È quanto emerge dalla nuova analisi “Città e demografia d’impresa” realizzata dall’Ufficio Studi Confcommercio Nazionale su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne. Presentata a Roma e discussa anche durante l’Assemblea di Confcommercio Piemonte del 9 marzo. Il rapporto evidenzia come il tessuto commerciale piemontese abbia subito negli ultimi tredici anni una contrazione profonda. Con effetti non solo economici ma anche sociali e urbani, incidendo sulla vivibilità dei centri storici.

Chiudono negozi tradizionali, crescono servizi e ristorazione

L’analisi mette in luce una trasformazione significativa del commercio urbano. Nei centri storici degli otto capoluoghi piemontesi hanno chiuso:

  • 442 negozi di abbigliamento e calzature (-39,3%).
  • 334 bar (-27,6%).
  • 229 attività tra profumerie, fiorai e gioiellerie (-22,7%).

In termini percentuali il calo più forte riguarda le edicole (-56,1%), i distributori di carburante (-50%) e i negozi di libri e giocattoli (-41,8%).

Parallelamente crescono altre tipologie di attività: ristoranti (+222 unità, pari al +31,5%), rosticcerie, gelaterie e pasticcerie (+16,3%) e servizi di alloggio come B&B e affitti brevi (+50,7%).

Confcommercio: “Servono interventi urgenti”

Secondo Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte, la situazione richiede un intervento immediato delle istituzioni. «A fronte di uno scenario sempre più caratterizzato dalla desertificazione commerciale, con la progressiva riduzione dei piccoli negozi, è fondamentale che la Regione Piemonte sostenga il commercio di prossimità. Come? Con una riforma urgente della normativa e con risorse adeguate».

“Il commercio di vicinato – sottolinea Viglione – rappresenta infatti un presidio fondamentale per le comunità. Garantendo non solo attività economiche ma anche socialità, sicurezza e vitalità nelle strade e nelle piazze dei centri urbani“.

Il ruolo dei distretti del commercio

Tra le possibili soluzioni indicate da Confcommercio c’è il rafforzamento delle politiche regionali già avviate negli ultimi anni. In particolare viene sottolineata l’importanza di assicurare continuità ai distretti del commercio, strumenti che puntano alla rigenerazione urbana e al sostegno delle attività locali.

Allo stesso tempo è necessario aiutare le piccole imprese a innovare e a competere con la concorrenza delle piattaforme digitali e con i cambiamenti nei consumi e negli stili di vita della popolazione.

Confcommercio propone inoltre misure specifiche per contrastare la desertificazione commerciale nelle aree più fragili. «Per i territori già desertificati o a forte rischio – conclude Viglione – sarebbe necessario sostenere la continuità delle imprese esistenti. E, anche, incentivare l’apertura di nuovi negozi, anche integrati con servizi di interesse generale come servizi comunali, postali e bancari».

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