Teleriscaldamento: accordo per migliorare il progetto
Il gruppo Acos su mandato dell'amministrazione comunale novese lavorerà ad un nuovo progetto
NOVI LIGURE – L’accordo di project financing tra il Comune di Novi Ligure e il raggruppamento di imprese guidato da Acosì, insieme a Iren e Tre Colli, si avvia verso una fase di profondo rinnovamento tecnico.
Il contratto, sottoscritto nel settembre 2018 con una validità di 33 anni, non si limita alla gestione ordinaria del riscaldamento e della climatizzazione degli edifici pubblici, delle scuole e degli impianti sportivi, ma pone le basi per la creazione di due reti di teleriscaldamento destinate a ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale sul territorio.
L’attuazione di questa parte del progetto ha subito diversi rallentamenti negli ultimi otto anni. Ai tempi tecnici necessari per la progettazione si sono aggiunti i rinvii concessi dalle amministrazioni che si sono succedute, a partire dal 2022 (giunta Cabella, che già nel gennaio 2020 aveva richiesto di valutare possibili adeguamenti degli impegni e delle condizioni contrattuali) ed anche a seguito del Covid.
Concesso ulteriore rinvio
L’attuale amministrazione ha concesso un ulteriore rinvio, reso necessario dall’evoluzione legislativa e dalle mutazioni del mercato energetico.
Parallelamente, è stata avviata una collaborazione con Acosì per individuare soluzioni alternative che, pur mantenendo invariati gli obiettivi e i contenuti economici del contratto originario, prevedano l’impiego di fonti rinnovabili in sostituzione del metano.
Progetto di geotermia
Nello specifico, si sta approfondendo la fattibilità tecnica ed economica della geotermia — basata sullo scambio termico dell’acqua di falda — o di altre fonti rinnovabili abbinate a pompe di calore.
Con il supporto di esperti legali e tecnici, si stanno definendo gli adeguamenti contrattuali necessari: l’obiettivo è integrare tecnologie all’avanguardia e conformi alle direttive Ue, restando nell’ambito della gestione ordinaria dell’accordo vigente.
Nei giorni scorsi all’argomento è stata dedicata una seduta della commissione consigliare competente, presieduta dalla consigliera Patrizia Gugliermero.
Gli indirizzi del Comune
«La presentazione in commissione – spiega l’assessore all’Ambiente Gian Filippo Casanova – ha permesso ai consiglieri un confronto diretto con i tecnici del Comune e del Gruppo Acos.
Al centro dell’incontro, l’ipotesi di lavoro che riguarderà una gestione con energie rinnovabili e con pompe di calore del riscaldamento e condizionamento della zona degli impianti sportivi (Palazzetto dello sport, isola dei bambini, scuole Rodari, stadio) mentre per la zona del polo fieristico, incluso il teatro Giacometti, si propende per una produzione calore centralizzata mediante pompe di calore elettriche.
Questi sono gli indirizzi tecnici condivisi, sui quali Acosì lavorerà nei prossimi mesi per arrivare, se tutti i presupposti si riveleranno fondati a seguito delle verifiche tecnico-economiche, alla definizione del progetto e quindi al suo avvio.»
Nel corso del dibattito che ha fatto seguito all’esposizione dei tecnici, gli esponenti della maggioranza hanno evidenziato il percorso tecnico e politico per mantenere l’aggiornamento del contratto nell’ambito delle modifiche “non sostanziali” e quindi consentite, data la natura pluriennale del rapporto che lega il Comune e la società del gruppo Acos. Per l’opposizione, in particolare il capogruppo del Movimento 5 stelle Paolo Coscia ha ripreso e ribadito le critiche che ha mosso al progetto di teleriscaldamento fin dal suo inizio, esponendo le ragioni per le quali già nei mesi scorsi aveva chiesto di recedere dal contratto, proposta già discussa e respinta dal consiglio comunale.
«È stato e sarà un percorso non facile – ha commentato il sindaco Rocchino Muliere – perché non è facile la materia ambientale ed energetica, come ci confermano anche le vicende internazionali delle ultime settimane. Abbiamo piena fiducia nelle competenze dei tecnici Acosì e confidiamo che si possa finalmente dare attuazione anche a questa componente fondamentale del contratto con la società del gruppo Acos, interlocutore privilegiato dell’amministrazione, che con noi opera per conseguire l’interesse pubblico su un tema così delicato.»