Calzature, il Piemonte cresce sull’export (+11,2%) ma il settore resta sotto pressione
Fatturato nazionale in calo del 2,8%: export ancora trainante, ma pesano instabilità e nuovi equilibri globali
TORINO – Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in calo del -2,8% rispetto all’anno precedente. A incidere è stata soprattutto la forte instabilità dei mercati internazionali, che ha condizionato l’andamento complessivo del comparto.
A sostenere il sistema resta però l’export, che assorbe circa l’85% della produzione nazionale, attestandosi a 11,5 miliardi di euro e limitando la flessione al -1,1%. Il saldo commerciale si conferma positivo, pari a 4,8 miliardi, segno della centralità del settore per il Made in Italy.
In controtendenza rispetto al dato nazionale, il Piemonte registra una crescita dell’export del +11,2% nel 2025, evidenziando una buona capacità di tenuta sui mercati internazionali. Le principali destinazioni sono Francia (+10,2%), Germania (+1,6%), Spagna (+29,2%), Emirati Arabi Uniti (+40,5%) e Stati Uniti (-0,9%). Che insieme coprono il 63,9% delle esportazioni regionali. Un dato che conferma il ruolo strategico della regione nella filiera calzaturiera e nella componentistica.
Imprese e lavoro in lieve calo
Nonostante la buona performance dell’export, il tessuto produttivo piemontese registra segnali di difficoltà. Nel 2025 si contano 4 imprese in meno tra industria e artigianato e un saldo occupazionale negativo di -28 addetti. In calo anche le ore di cassa integrazione nella filiera pelle, scese del -19,4% rispetto al 2024. Tuttavia il livello resta elevato, con circa 408mila ore autorizzate, ancora molto superiore ai livelli pre-Covid.
“A livello internazionale l’export resta il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta cambiando rapidamente”, spiega Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.
Nel 2025 la tenuta dell’Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato il rallentamento del Far East, in particolare della Cina. Mentre emergono nuove criticità legate al contesto geopolitico e alle politiche protezionistiche. Particolare attenzione è rivolta agli Stati Uniti, dove possibili restrizioni commerciali potrebbero incidere su un mercato chiave per il settore.