Autotrasporto al collasso, verso il fermo dal 17 aprile: “Costi insostenibili”
La Fai lancia l’allarme: gasolio oltre i 2 euro al litro, imprese in perdita e rischio blocco nazionale dei servizi
ALESSANDRIA – Il settore dell’autotrasporto italiano è sempre più vicino al collasso. E, senza risposte immediate del Governo, si profila un fermo nazionale dei servizi a partire dal 17 aprile. A lanciare l’allarme è la Fai-Associazione Provinciale di Alessandria, che denuncia una situazione ormai insostenibile per le imprese del comparto. Il nodo principale resta il costo del carburante: il gasolio ha superato stabilmente i 2 euro al litro, con punte ancora più elevate sulla rete autostradale.
Secondo i dati diffusi, il prezzo del gasolio ha raggiunto quota 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria, generando un impatto economico pesantissimo. Per ogni veicolo pesante si stima un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti, una cifra che mette a rischio la sostenibilità di migliaia di aziende.
Le imprese del settore, sottolinea la FAI, stanno ormai lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori aumenti.
Le richieste al Governo
La categoria denuncia la mancanza di risposte concrete e il mancato recepimento delle proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026, ritenute fondamentali per affrontare l’emergenza. Secondo l’associazione, la proroga del taglio delle accise di 20 centesimi al litro è stata di fatto annullata dall’aumento del prezzo industriale.
Per questo vengono richiesti interventi immediati, tra cui il credito d’imposta da 100 milioni, ristori per le imprese e misure a sostegno della liquidità.
La situazione potrebbe portare a una mobilitazione senza precedenti del settore. Il Comitato Esecutivo di Unatras, convocato per il 17 aprile a Roma, valuterà infatti l’attuazione del fermo nazionale dei servizi. Una decisione che, se confermata, avrebbe conseguenze rilevanti su logistica, filiera produttiva ed economia italiana, fortemente dipendenti dal trasporto su gomma.
Un settore strategico in difficoltà
«Senza un cambio di rotta immediato – si legge nella nota – sarà impossibile garantire la continuità dei servizi». Il rischio concreto è quello di mettere in crisi un comparto strategico, già provato dall’aumento dei costi e dalla pressione internazionale. Un segnale forte che richiama l’urgenza di interventi strutturali per evitare il blocco di un settore chiave per il Paese.