Autotrasporto verso lo stop: anche in Piemonte camion fermi
Confartigianato: “Costi insostenibili, senza risposte dal Governo si spengono i motori”
TORINO – Il settore dell’autotrasporto merci si prepara allo stop anche in Piemonte. Dopo settimane senza risposte da parte del Governo, Unatras – che riunisce le principali associazioni nazionali, tra cui Confartigianato Trasporti – ha annunciato la mobilitazione: nei prossimi giorni saranno definite date e modalità del fermo.
Alla base della protesta ci sono costi operativi in crescita, margini sempre più ridotti e un contesto economico che mette in difficoltà le imprese. Il carburante, arrivato a 2,13 euro al litro, incide per circa il 35% dei costi, che complessivamente sfiorano il 90% tra tasse e altre voci.
Un impatto significativo: ogni aumento di 25 centesimi al litro comporta un aggravio di circa 9 mila euro l’anno per camion, che diventano 90 mila per una flotta di dieci mezzi.
“Meglio fermarsi che lavorare in perdita”
“Molte imprese non sono più nelle condizioni di sostenere alcuni servizi – spiega Giovanni Rosso, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti –. Arrivando a considerare più conveniente lasciare i mezzi fermi nei piazzali”. La richiesta è chiara: un intervento immediato su accise, liquidità e strumenti di compensazione.
Tra le criticità anche il Decreto Carburanti (DL 33/2026), che prevede 100 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, ma non ancora operativi.
Le associazioni chiedono:
- Attuazione immediata dei ristori sulle accise.
- Sostegno alla liquidità.
- Sospensione di versamenti fiscali e contributivi.
- Misure europee temporanee di supporto.
Rischio paralisi delle filiere
Il fermo potrebbe avere effetti pesanti sul sistema produttivo, soprattutto in Piemonte, nodo strategico della logistica. “Non vogliamo creare danni – conclude Rosso –. Ma oggi non è più conveniente far viaggiare i camion”.