Tassarolo: il barbera redvegan premiato da Legambiente
Il vino è prodotto dall'azienda agricola Castello di Tassarolo
TASSAROLO- Il Piemonte Doc Barbera 2023 Red Vegan dell’ azienda agricola Castello di Tassarolo nel Comune di Tassarolo è stato selezionato tra i vini da uve di vitigni autoctoni, con premio speciale nell’ambito della XXXIV Rassegna Degustazione Nazionale dei Vini Biologici e Biodinamici di Legambiente.
Il barbera red vegan premiato
Accanto al nettare di Bacco di Tassarolo ci sono altre tre etichette piemontesi selezionate tra circa 300 vini provenienti da 18 regioni italiane.
Un risultato che conferma il ruolo di una regione storicamente vocata alla produzione vitivinicola e capace oggi di coniugare eccellenza enologica, tutela del territorio e innovazione ecologica. Dalle colline patrimonio Unesco alle produzioni bio più innovative, il Piemonte continua, infatti, a rappresentare uno dei territori di riferimento per la qualità del vino italiano.
La rassegna, promossa da Legambiente in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e con La Nuova Ecologia, rappresenta da oltre trent’anni uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al vino biologico e biodinamico.
La presentazione delle etichette selezionate si è svolta a Rispescia, nella location che ogni estate ospita Festambiente, il festival nazionale di Legambiente. L’evento è stato preceduto dal convegno “Dalla terra una risposta alla crisi climatica: il ruolo di agroecologia e biologico”, occasione di confronto tra istituzioni, imprese, associazioni e mondo della ricerca sulle prospettive dell’agricoltura sostenibile.
«La viticoltura biologica rappresenta una delle esperienze più significative di adattamento alla crisi climatica e di tutela della biodiversità nel nostro Paese,- dichiara Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente- Questa rassegna racconta aziende che hanno scelto di investire sulla qualità ambientale, sulla salute dei suoli e sulla valorizzazione dei territori. In un contesto segnato da siccità, eventi estremi e perdita di biodiversità, il biologico non è soltanto una scelta produttiva ma una visione di futuro capace di coniugare sostenibilità, competitività e identità delle comunità locali».