Casale: rifiuti scaricati nelle periferie. «Arrivano anche da fuori Comune»
CASALE MONFERRATO - Il problema dell’abbandono dei rifiuti nelle aree periferiche di Casale Monferrato è approdato in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione…
TORINO – Il Piemonte prova a fare scuola nella lotta ai reati ambientali. Mentre crescono i numeri degli illeciti legati al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e all’edilizia, Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di unire le forze. Come? Creando il primo Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali istituito da una Regione italiana. Un organismo permanente che metterà attorno allo stesso tavolo istituzioni, forze dell’ordine e soggetti tecnici con l’obiettivo di prevenire e contrastare gli ecoreati.
L’accordo è stato firmato il 18giugno al Grattacielo Piemonte, dal presidente della Regione Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna. Presenti l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, del Comune di Torino e di Legambiente Piemonte.
Casale: rifiuti scaricati nelle periferie. «Arrivano anche da fuori Comune»
CASALE MONFERRATO - Il problema dell’abbandono dei rifiuti nelle aree periferiche di Casale Monferrato è approdato in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione…
Il protocollo dà vita a un Osservatorio regionale che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino. Vi prenderanno parte la Regione Piemonte, attraverso la Direzione Ambiente, Energia e Territorio, le forze dell’ordine e progressivamente le altre prefetture piemontesi. Il supporto tecnico-scientifico sarà garantito da Arpa Piemonte e Ires Piemonte.
Tra i compiti dell’organismo ci saranno la raccolta e la sistematizzazione dei dati sugli illeciti ambientali. L’analisi delle aree e dei fenomeni più critici. La definizione di azioni coordinate di monitoraggio e controllo. L’organizzazione di percorsi formativi interforze e il coinvolgimento delle associazioni impegnate nella tutela ambientale. Prevista anche la redazione di report periodici e di un rapporto annuale sulle attività svolte.
Particolare attenzione sarà rivolta ai comparti considerati più esposti al rischio di infiltrazioni e illegalità. Gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia e movimentazione di terre e rocce da scavo. L’intesa avrà una durata di cinque anni e sarà realizzata senza nuovi oneri per le amministrazioni coinvolte, utilizzando personale e strumenti già disponibili.
«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino rafforzano l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità attraverso un’azione coordinata basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale».
Per il prefetto Cafagna, l’Osservatorio rappresenta «un salto di qualità» nell’affrontare temi complessi come il ciclo dei rifiuti. L’abusivismo edilizio. La tutela del patrimonio boschivo e faunistico. La prevenzione degli incendi e le frodi agroalimentari, senza trascurare il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La firma del protocollo è stata anche l’occasione per fare il punto sul Patto per la sicurezza urbana sottoscritto da Regione Piemonte, Prefettura e Città di Torino. In piazza Piemonte sono stati presentati alcuni dei nuovi mezzi acquistati grazie ai fondi regionali: nove autovetture e tre motociclette destinate a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale.
La prima fase del progetto è stata finanziata con un milione di euro all’interno di uno stanziamento complessivo regionale di 2,3 milioni. È già allo studio la seconda fase del Patto, che potrebbe prevedere il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, l’installazione di nuove telecamere e tecnologie per il controllo del territorio, l’acquisto di ulteriori mezzi per le forze dell’ordine, contributi alle attività commerciali e maggiori risorse per gli straordinari degli agenti, con particolare attenzione ai controlli sui mezzi del trasporto pubblico.
«Vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino», hanno dichiarato Cirio, Marrone e l’assessore Bussalino, indicando tra le priorità il contrasto alla criminalità diffusa, allo spaccio e ai fenomeni di illegalità attraverso una maggiore integrazione tra mezzi, tecnologie e presidio del territorio.
«Proseguiamo nel lavoro di rafforzamento della presenza sul territorio – ha aggiunto il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree dove la richiesta di sicurezza è più elevata. Agli interventi delle forze di polizia si affiancano le risorse del Patto destinate all’ampliamento della videosorveglianza a beneficio di residenti e attività produttive».