Gavi, Luigi Moio: “La sfida dei vini bianchi è conservare identità nel tempo”
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28 Giugno 2026
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Il commento

Gavi, Luigi Moio: “La sfida dei vini bianchi è conservare identità nel tempo”

A Tenuta La Giustiniana la lectio magistralis del vicepresidente dell'Oiv davanti a produttori e tecnici. Al centro dell'incontro il futuro dei vini bianchi, tra cambiamenti climatici, ricerca e valorizzazione del Cortese

GAVI – Non basta che un vino duri negli anni: deve continuare a raccontare il territorio da cui nasce. È questo il messaggio lanciato da Luigi Moio, vicepresidente dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV). Che è anche professore ordinario di Enologia all’Università Federico II di Napoli. Ed è stato protagonista della lectio magistralis “La scienza del tempo nei vini bianchi”, ospitata a Tenuta La Giustiniana, nel cuore della denominazione Gavi.

L’incontro ha riunito produttori, tecnici e operatori del settore per approfondire un tema sempre più centrale nella viticoltura contemporanea. La capacità dei vini bianchi di evolvere nel tempo senza perdere identità, integrità sensoriale e riconoscibilità.

Oltre il concetto di longevità

Secondo Moio, parlare semplicemente di “longevità” è riduttivo. Un vino non può essere considerato grande soltanto perché resiste agli anni, ma perché mantiene nel tempo equilibrio, freschezza e coerenza con le proprie caratteristiche originarie.

Il professore ha invitato il mondo del vino “a utilizzare un linguaggio più rigoroso e scientifico”. Sottolineando come il tempo rappresenti una componente da comprendere e governare attraverso la conoscenza dei processi biochimici che interessano aromi, polifenoli, acidità, ossigeno e struttura.

Il Cortese come modello di studio

Grande attenzione è stata dedicata ai vini ottenuti da Cortese, vitigno simbolo del Gavi Docg. Indicato come uno dei casi più interessanti per studiare l’evoluzione dei vini bianchi.

Secondo Moio, “la qualità evolutiva nasce già in vigneto“. È infatti il patrimonio biologico dell’uva, insieme al rapporto tra varietà, suolo e clima, a determinare la capacità del vino di conservare nel tempo la propria identità.

Uno dei passaggi più significativi della lectio ha riguardato gli effetti del cambiamento climatico. Temperature più elevate e maturazioni accelerate rendono sempre più difficile ottenere vini caratterizzati da freschezza, equilibrio, basso tenore alcolico e precisione aromatica. Per questo, produrre bianchi eleganti, sottili e capaci di evolvere rappresenterà una delle principali sfide dell’enologia dei prossimi anni.

Il progetto Ambrosia

L’incontro ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto per il Consorzio Tutela del Gavi, impegnato dal 2023 nel progetto di ricerca Ambrosia. Dedicato allo studio dell’adattamento del Cortese al proprio territorio di elezione.

Attraverso analisi agronomiche e monitoraggi scientifici, il progetto punta ad approfondire le relazioni tra vitigno, suolo e clima. Obiettivo di rafforzare ulteriormente l’identità e la qualità della denominazione.

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