Novi Ligure: «La nazionalizzazione dell’ex Ilva»
Per il partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea è l'unica strada percorribile per il futuro del polo siderurgico
NOVI LIGURE- Il partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, per voce del segretario Alberto Deambrogio prende posizione sulla questione dell’ex Ilva. La posizione del partito è netta e chiara: «bisogna nazionalizzare»
In un comunicato stampa si rimarca che «Gli sviluppi della vicenda ex Ilva mostrano un profilo davvero inguardabile, che si configura ormai come la cartina di tornasole del fallimento industriale del Paese.
Siamo di fronte a una vergogna senza fine, alimentata dal comportamento degli imprenditori italiani che si muovono nella perfetta tradizione già ampiamente mostrata negli scorsi anni in altre simili acquisizioni».
Per il partito della Rifondazione Comunista «L’obiettivo di questi soggetti è chiaro e risponde al più logoro e sperimentato adagio: socializzare le perdite e privatizzare i profitti.
Gli imprenditori nostrani intendono mollare allo Stato la parte più onerosa, complessa e difficile da gestire dell’azienda, puntando esclusivamente a mettere le mani su ciò che ritengono profittevole in prospettiva strategica.
Davanti alle lavoratrici e ai lavoratori – continua il comunicato stampa- che in tutti gli stabilimenti aspettano trepidanti risposte sul proprio futuro, e davanti a comunità che per anni sono state inquinate impunemente, questa condotta è inaccettabile. La sola risposta credibile può e deve arrivare da uno Stato che non abdica al suo ruolo fondamentale e che smette di farsi zimbello dei “padroni prenditori” italiani.
Non c’è più spazio per mediazioni al ribasso o regali ai privati. L‘unica strada per tutelare il lavoro, la salute e la dignità del Paese è una sola: nazionalizzare, e farlo in fretta, per non finire a nascondersi per la vergogna».