«Così non si può lavorare»: lo sfogo di un Oss dell’ospedale di Novi
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12 Agosto 2026
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La storia

«Così non si può lavorare»: lo sfogo di un Oss dell’ospedale di Novi

FP Cgil rende pubblica la testimonianza di un operatore del reparto di Medicina del presidio novese: 36 pazienti, molti non autosufficienti, personale chiamato a dividersi anche con il Pronto Soccorso e carichi di lavoro insostenibili

NOVI LIGURE – «L’eroismo non può sostituire l’organizzazione». È uno dei passaggi più duri della testimonianza di un Oss che lavora nel reparto di Medicina dell’ospedale di Novi Ligure. Resa pubblica da Vincenzo Costantino, della segreteria FP Cgil di Alessandria con delega alla Sanità pubblica.

Uno sfogo che il sindacato presenta come la conferma delle criticità denunciate da tempo all’interno dell’Asl Al. Carenza di personale, riposi saltati, turni modificati, ferie condizionate dalle esigenze di servizio e difficoltà sempre maggiori nel conciliare lavoro e vita privata.

La testimonianza riguarda in particolare la situazione della Medicina di Novi Ligure. Le condizioni descritte sono quelle riferite dall’operatore e rilanciate dalla FP Cgil.

«Trentasei pazienti, molti allettati e non autosufficienti»

«Nel reparto di Medicina sono presenti 36 pazienti, la stragrande maggioranza allettata, non autosufficiente o in condizioni critiche», racconta l’Oss.

Persone fragili che, secondo la testimonianza, avrebbero bisogno di una presenza assistenziale costante. A rendere ancora più difficile l’organizzazione sarebbe la necessità per il personale di dividersi, durante lo stesso turno, tra Medicina e Pronto Soccorso.

«Siamo costretti a correre da una parte all’altra, tra stanze piene e un viavai continuo», si legge nel messaggio. A questo si aggiungerebbe un consistente carico logistico legato alle consulenze richieste alle altre specialistiche, con continui spostamenti del personale.

«La stanchezza aumenta il rischio di errori»

Il punto centrale della denuncia riguarda la carenza di personale, che durante il periodo delle ferie diventerebbe ancora più evidente.

«Da mesi, pur avendo denunciato questa grave situazione, si continua a lavorare come se fossimo in una catena di montaggio. Con il continuo rischio che la stanchezza ci porti a commettere errori», sostiene l’operatore.

Il personale, prosegue la testimonianza, cercherebbe comunque di garantire un’assistenza adeguata nonostante le difficoltà. «Ce la mettiamo tutta, non ci tiriamo indietro, ma l’eroismo non può sostituire l’organizzazione».

L’Oss contesta inoltre il fatto che venga chiesto agli stessi operatori di formulare proposte organizzative alla Direzione: «Ci sono persone pagate per fare ciò».

L’allarme sulla motivazione degli operatori

Ancora più preoccupante è il passaggio dedicato alle conseguenze che questa situazione starebbe avendo sul personale.

«Stiamo perdendo la motivazione per questo lavoro, perché non vediamo una via d’uscita», è l’appello rivolto al sindacato. Secondo la testimonianza, gli operatori si sentirebbero poco considerati e chiamati a garantire il funzionamento dei posti letto nonostante un organico ritenuto insufficiente.

Una condizione che, sostiene l’Oss, potrebbe avere conseguenze anche sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità dell’assistenza.

«Domani in quel letto potrebbe esserci uno dei nostri genitori»

Il messaggio si chiude con un passaggio particolarmente duro. «Dietro quelle coperte, in quei letti, oggi trovo un paziente, un cittadino, ma provate a immaginare… Domani ci potrebbe essere il padre o la madre di chiunque di noi».

«Ogni malato – continua la testimonianza – ha diritto a un’assistenza decente, non solo per la propria salute, ma per la propria dignità di essere umano». Da qui l’appello: «Non lasciateci soli, perché lasciando soli loro, condanniamo i nostri cari».

FP Cgil: «Prioritario lo stato di agitazione»

Per Vincenzo Costantino si tratta di «dichiarazioni forti che devono fare riflettere», ma che dimostrerebbero anche come non sia più possibile rinviare un intervento sulle condizioni di lavoro.

FP Cgil chiede condizioni dignitose, ascolto del personale e rispetto dei diritti contrattuali, delle norme e dei regolamenti vigenti.

Il sindacato ritiene quindi prioritario mobilitare le rappresentanze sindacali e gli Rls con l’obiettivo di aprire uno stato di agitazione e chiedere un intervento urgente sulla situazione del personale sanitario dell’Asl Al.

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