Novi Ligure: caso Suvorov, il Comune prende le distanze dal console russo
Il sindaco Rocchino Muliere e l’assessore alla Cultura Stefano Moro scrivono alla Società Storica del Novese dopo l’intervento del console generale russo Kirill Ignatov alla mostra del 13 agosto: «La storia deve rimanere uno strumento di analisi obiettiva e di promozione della pace»
NOVI LIGURE – Il Comune di Novi Ligure prende ufficialmente le distanze dalle dichiarazioni pronunciate dal console generale della Federazione Russa Kirill Ignatov. Concetti espressi durante l’inaugurazione della mostra dedicata alla Campagna d’Italia del generale Aleksandr Suvorov, ospitata il 13 agosto nei locali del Museo.
A intervenire sono il sindaco Rocchino Muliere e l’assessore alla Cultura Stefano Moro. Che hanno indirizzato una lettera al presidente e ai componenti del Consiglio direttivo della Società Storica del Novese.
L’Amministrazione riconosce «l’alto valore culturale delle attività promosse dalla Società Storica» e il principio della libera divulgazione culturale. Ma giudica «inaccettabile che una sede culturale del nostro territorio sia stata utilizzata come cassa di risonanza per esternazioni di natura politica e propagandistica».
Le parole sul «cosiddetto Occidente collettivo»
Al centro della presa di posizione ci sono alcuni passaggi dell’intervento del diplomatico russo. Nella lettera si fa riferimento all’«allusione alle dinamiche geopolitiche contemporanee» e alle critiche rivolte al «cosiddetto “Occidente collettivo”».
Secondo l’Amministrazione, in questo modo un fatto storico e militare risalente al 1799 sarebbe stato utilizzato per sostenere «narrazioni di stretta attualità legate a contesti di conflitto che la nostra comunità non può in alcun modo avallare».
Il Comune manifesta quindi il proprio «disappunto per la strumentalizzazione dell’evento». E ribadisce la sua posizione, indicata nella lettera come coincidente con quella italiana, «nei confronti dell’aggressione Russa all’Ucraina».
«La storia non sia un pretesto per la propaganda»
Muliere e Moro sottolineano inoltre come il patrocinio e la partecipazione delle istituzioni locali agli appuntamenti culturali abbiano come unica finalità la valorizzazione del patrimonio storico di Novi Ligure.
La presenza delle istituzioni, precisano, «non comporta in alcun modo l’adesione a giudizi politici di parte espressi da rappresentanti esteri».
Netta anche l’indicazione per il futuro. «La storia deve rimanere uno strumento di analisi obiettiva e di promozione della pace. Non un pretesto per la propaganda diplomatica».
L’appello alla Società Storica del Novese
La lettera si conclude con un invito rivolto direttamente alla Società Storica. L’Amministrazione confida nella sua «consueta sensibilità» e nello spirito di collaborazione, chiedendo che nei prossimi appuntamenti venga assicurata «una rigorosa separazione tra la rievocazione storica e la propaganda politica».
Una presa di posizione formale, dunque, arrivata dopo l’inaugurazione del 13 agosto e indirizzata direttamente all’organizzazione culturale che ha ospitato l’iniziativa.