Siccità in Piemonte, Confagricoltura: «Le piogge non bastano, serve stato di calamità»
Economia
6 Settembre 2026
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L'allarme

Siccità in Piemonte, Confagricoltura: «Le piogge non bastano, serve stato di calamità»

L'associazione chiede un intervento straordinario per le aziende agricole e più investimenti su invasi e reti. Sul riordino irriguo Allasia avverte: «No a più burocrazia e costi»

ALESSANDRIA – Le piogge della seconda metà di agosto non sono bastate a risolvere la crisi idrica in Piemonte. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Piemonte. Che chiede l’attivazione degli strumenti previsti per lo stato di calamità naturale e interventi strutturali per garantire acqua alle imprese agricole. La richiesta è stata ribadita dal direttore Paolo Bertolotto durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica.

«Agricat rappresenta uno strumento importante, ma non è sufficiente a dare risposta a tutte le aziende e a tutte le conseguenze di una crisi di questa portata – sottolinea Bertolotto –. Occorre un intervento straordinario e una forte iniziativa nei confronti del Governo».

Invasi sotto la media, preoccupa settembre

Secondo il quadro illustrato dall’associazione, il bacino piemontese continua a presentare una criticità elevata. Le precipitazioni delle ultime settimane sono state disomogenee e non hanno consentito di recuperare il deficit accumulato. Mentre gli invasi rimangono generalmente sotto la media.

A preoccupare sono anche le prospettive per settembre. Le indicazioni di Arpa richiamate da Confagricoltura prospettano temperature superiori alla norma e precipitazioni complessivamente scarse.

«La disponibilità dell’acqua è ormai una questione strutturale per l’agricoltura – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte –. Occorre aumentare la capacità di accumulo, realizzare gli invasi necessari, ammodernare e interconnettere le reti e utilizzare meglio ogni risorsa disponibile».

Il confronto sulla riforma del sistema irriguo

All’emergenza immediata si affianca il dibattito sulla futura gestione dell’acqua. Confagricoltura Piemonte ha esaminato con il presidente di Anbi Piemonte Vittorio Viora e il direttore Mario Fossati il Disegno di legge regionale numero 161 sul riordino del sistema irriguo.

Per l’organizzazione agricola una riforma può essere utile, purché produca maggiore sicurezza nell’approvvigionamento e migliori i servizi alle aziende. Senza tradursi in nuovi adempimenti o maggiori costi.

Confagricoltura chiede inoltre che gli agricoltori mantengano un ruolo centrale nella governance e che vengano salvaguardati i consorzi efficienti, le competenze sviluppate sul territorio e gli investimenti già realizzati.

Tra i nodi da chiarire ci sono anche concessioni, pozzi e fontanili. Oltre alla ripartizione degli oneri per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture demaniali.

«La vera sfida è avere acqua quando serve»

Per Allasia, tuttavia, una riorganizzazione amministrativa non può essere considerata sufficiente di fronte a una crisi che sta diventando strutturale. «Il Piemonte presenta realtà idrauliche e produttive profondamente diverse. Il riordino amministrativo deve procedere insieme a un vero piano per la sicurezza idrica».

L’obiettivo, conclude il presidente di Confagricoltura Piemonte, deve essere quello di trattenere l’acqua nei periodi in cui è disponibile e riuscire a portarla alle imprese agricole quando ne hanno bisogno.

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