Bosio: seminario sindacale alla Benedicta
L'evento si è tenuto in uno dei luoghi simbolo della Resistenza sull'Appennino ligure-piemontese
BOSIO- “Ricordare è un atto di ribellione contro l’indifferenza”: questo il titolo scelto per il seminario rivolto ai delegati sindacali su deportazioni operaie e voto alle donne che ha avuto luogo alla Benedicta.
L’incontro, al quale ha preso parte anche il sindaco di Bosio, Merlo, si è tenuto presso il luogo simbolo della Resistenza sull’Appennino ligure-piemontese gestito dall’associazione Memoria della Benedicta.
Durante il seminario sono state affrontate due tappe cruciali per la nascita della nostra democrazia: la deportazione dei lavoratori dalle fabbriche genovesi nel giugno del 1944 e l’80° anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia (1946–2026).
L’iniziativa ha voluto offrire alle rappresentanze dei lavoratori uno spazio di approfondimento civile, storico e sindacale.
Si è tracciato un filo rosso tra il sacrificio dei 147 partigiani trucidati nella Pasqua del 1944 e le sfide odierne legate alla tutela dell’occupazione, alla sicurezza e alla parità di genere.
Per quanto riguarda la deportazione dei lavoratori genovesi (16 giugno 1944) i presidenti dell’Anpi di Genova e di Alessandria hanno fatto un focus storico dedicato al drammatico rastrellamento nazifascista che portò alla deportazione nei lager del Terzo Reich di oltre 1.400 operai metalmeccanici degli stabilimenti del ponente genovese (tra cui la Siac di Campi e l’Ansaldo). Si è analizzato il valore del lavoro e degli scioperi antifascisti come primo, fondamentale baluardo di resistenza civile e sindacale contro l’oppressione.
Per quanto riguarda gli ottant’anni di voto alle donne e cittadinanza la scrittrice e giornalista Donatella Alfonso ha tratteggiato il passaggio storico che vide le donne accedere per la prima volta alle urne nelle amministrative della primavera del 1946 e nel referendum del 2 giugno. Il dibattito si è concentrato sul ruolo delle donne nella Resistenza e sulla successiva evoluzione dei diritti delle lavoratrici, fino alle attuali tutele contrattuali contro il divario salariale di genere.