Liste d’attesa, Coluccio (M5S): «Se non c’è posto, sia l’Asl ad attivarsi»
Il consigliere regionale presenta un emendamento alla legge Omnibus per rendere automatici i percorsi di tutela dei pazienti. «Basta moduli e burocrazia a carico dei cittadini»
TORINO – “Se il sistema sanitario non riesce a garantire una visita o un esame nei tempi previsti, deve essere l’azienda sanitaria ad attivare automaticamente il percorso di tutela. Senza costringere il paziente a presentare ulteriori richieste”. È quanto propone Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, attraverso un emendamento al disegno di legge numero 140, la cosiddetta legge Omnibus regionale. L’obiettivo è semplificare le procedure per i cittadini che non riescono a ottenere una prestazione sanitaria entro i tempi stabiliti.
L’emendamento riguarda le prestazioni di primo accesso, ovvero le prime visite e gli esami per i quali il medico ha indicato una classe di priorità. Quando il Centro unico di prenotazione (Cup) non è in grado di garantire un appuntamento nei tempi previsti e l’indisponibilità risulta già dai sistemi informatici, secondo la proposta dovrebbe essere direttamente l’azienda sanitaria ad avviare il percorso di tutela. Il paziente non sarebbe quindi tenuto a compilare ulteriori moduli o presentare una nuova domanda per segnalare un problema già noto all’amministrazione.
«Un diritto non può dipendere dalla burocrazia»
«Non ha alcun senso addossare al cittadino l’onere di compilare ulteriori moduli, presentare nuove domande e dimostrare un disservizio che l’amministrazione conosce già perfettamente», sostiene Coluccio.
Il consigliere ricorda che il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa prevede già strumenti di tutela quando non vengono rispettati i tempi massimi. «Parliamo di persone che spesso sono anziane, fragili, malate o che semplicemente non conoscono le procedure amministrative. Non è accettabile che il diritto alla tutela dipenda dalla capacità di orientarsi tra uffici e moduli».
Nessuna nuova spesa, secondo il M5S
La proposta, spiega Coluccio, non richiederebbe nuovi uffici, prestazioni o sistemi informatici. Ma utilizzerebbe le procedure e le risorse già disponibili. Il consigliere riconosce che per affrontare il problema delle liste d’attesa servono anche personale e interventi organizzativi. Ma ritiene possibile eliminare da subito alcuni passaggi burocratici.
«La sanità deve prendersi cura delle persone, non costringerle a inseguire i propri diritti. Se il sistema sa già che non c’è posto, deve essere il sistema ad attivarsi». L’emendamento dovrà ora essere esaminato nell’ambito dell’iter legislativo regionale. La tutela automatica, dunque, è al momento una proposta e non una disposizione già in vigore.