San Giovanni da Capestrano, dal carcere alla fede: il frate che difese Belgrado
Giurista e governatore prima della conversione, divenne uno dei più importanti predicatori francescani del Quattrocento. Dal 1984 è patrono dei cappellani militari
ALESSANDRIA – Il 23 ottobre la Chiesa celebra San Giovanni da Capestrano, sacerdote francescano, predicatore e riformatore religioso. Viene ricordato anche per il ruolo svolto nella difesa di Belgrado dall’assedio ottomano del 1456. Una figura singolare, capace di passare dalla carriera politica e giuridica alla vita religiosa, fino a diventare protagonista di uno degli episodi più significativi dell’Europa del Quattrocento.
Nato nel 1386 a Capestrano, in Abruzzo, da una famiglia di origini nobili, Giovanni studiò diritto a Perugia, dove intraprese una brillante carriera fino a diventare governatore della città.
La conversione in carcere
La sua vita cambiò radicalmente quando, durante i conflitti che coinvolsero Perugia e la famiglia Malatesta, venne imprigionato. Fu proprio durante la detenzione che maturò la vocazione religiosa. Una volta libero, abbandonò la carriera pubblica ed entrò nell’Ordine dei Frati Minori. Dedicandosi alla predicazione e alla riforma della vita francescana.
Giovanni percorse numerose città italiane, attirando folle di fedeli soprattutto durante l’Avvento e la Quaresima. Si impegnò nella difesa della dottrina cattolica e nel rinnovamento dell’Ordine, guadagnandosi il soprannome di ‘Colonna dell’Osservanza’.
Fu amico e sostenitore di San Bernardino da Siena, del quale difese la devozione al Santissimo Nome di Gesù, rappresentato dal celebre monogramma Ihs. Si occupò inoltre di contrastare l’usura e le correnti religiose considerate eretiche dalla Chiesa dell’epoca.
La difesa di Belgrado
Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, l’avanzata dell’Impero ottomano suscitò forti preoccupazioni nell’Europa cristiana. Giovanni, già impegnato in missioni religiose nell’Europa centrale, contribuì alla mobilitazione delle popolazioni contro l’avanzata ottomana.
Nel 1456 partecipò alla difesa di Belgrado, assediata dalle forze del sultano Maometto II. La vittoria dei difensori della città rese il francescano una figura celebre in tutta Europa.
La morte e il patronato
Provato dalle fatiche e colpito dalla peste, Giovanni morì il 23 ottobre 1456 a Ilok, nell’attuale Croazia. Fu canonizzato nel 1690 e, dal 1984, è patrono dei cappellani militari, per il suo particolare legame con la vita spirituale dei combattenti.
La sua memoria liturgica ricorre il 23 ottobre, anniversario della morte.