Sant’Alfonso Rodriguez, il gesuita che trovò la santità nei piccoli gesti
Società
Marcello Feola   
31 Ottobre 2026
ore
06:00 Logo Newsguard
Santo del giorno

Sant’Alfonso Rodriguez, il gesuita che trovò la santità nei piccoli gesti

Dopo aver perso la moglie e i figli, scelse la vita religiosa. Per oltre quarant’anni fu portinaio in un collegio a Maiorca, diventando un punto di riferimento spirituale

ALESSANDRIA – Il 31 ottobre la Chiesa ricorda Sant’Alfonso Rodriguez, religioso gesuita spagnolo vissuto tra il XVI e il XVII secolo, conosciuto per la sua profonda spiritualità e per una vita dedicata al servizio degli altri. La sua storia dimostra come, nella tradizione cristiana, anche i gesti più semplici possano diventare una straordinaria testimonianza di fede.

Nato il 25 luglio 1533 a Segovia, in Spagna, Alfonso ricevette un’educazione religiosa influenzata anche da San Pietro Favre, uno dei primi compagni di Sant’Ignazio di Loyola.

Una vita segnata dal dolore

Da giovane iniziò a studiare presso un collegio dei gesuiti ad Alcalá, ma dovette interrompere la formazione per occuparsi dell’attività familiare dopo la morte del padre. Nel 1560 si sposò, costruendo una famiglia. Negli anni successivi, però, fu colpito da una serie di lutti: perse la moglie e i figli, ritrovandosi solo.

Queste esperienze dolorose segnarono profondamente la sua vita e lo spinsero a cercare una nuova strada nella fede.

Ormai vicino ai quarant’anni, Alfonso tentò di riprendere gli studi, ma incontrò numerose difficoltà. Decise allora di chiedere l’ingresso nella Compagnia di Gesù come fratello coadiutore, senza intraprendere il percorso sacerdotale. Fu accolto nel 1571 e, dopo il noviziato, venne destinato al collegio gesuita di Palma di Maiorca, dove trascorse il resto della sua vita.

Qui svolse soprattutto il compito di portinaio, accogliendo studenti, religiosi e visitatori con disponibilità e attenzione.

Il portinaio diventato guida spirituale

Dietro quella mansione apparentemente modesta si sviluppò un’intensa vita di preghiera. Alfonso Rodriguez divenne un punto di riferimento spirituale per molte persone che si rivolgevano a lui per ricevere consigli e conforto.

Tra coloro che beneficiarono del suo esempio vi fu Pietro Claver, futuro santo gesuita, ricordato per la sua opera a favore degli schiavi africani in America. Ad Alfonso vengono attribuite esperienze mistiche e visioni, mentre i suoi scritti spirituali testimoniano la profondità del rapporto con Dio.

La morte e la canonizzazione

Sant’Alfonso Rodriguez morì il 30 ottobre 1617, a Palma di Maiorca, dopo oltre quarant’anni di vita religiosa. Già considerato santo da molti contemporanei, fu canonizzato da Papa Leone XIII il 15 gennaio 1888.

La sua memoria liturgica ricorre il 31 ottobre. La sua figura rimane un esempio di umiltà, perseveranza e dedizione, ricordando che la santità può essere vissuta anche nella quotidianità, attraverso l’accoglienza e il servizio.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione