Gavi: caso Albano in Corte d’Appello
Domani l'ex sindaca di Gavi sarà in Tribunale assistita dagli avvocati Alfredo Pietrini Pallotta e Andrea Cianci
GAVI- Domani Nicoletta Albano torna in un’aula di giustizia, davanti alla Corte d’Appello di Torino.
Albano è stata già condannata in primo grado a quattro anni di reclusione a luglio 2025 dal Tribunale di Alessandria.
Ancora una volta sarà la vicenda legata alla elezione a prima cittadina di Gavi di Rita Semino, morta nel 2024 affiancata da Nicoletta Albano, in veste di vicesindaco. Il rapporto tra le due si era col tempo, deteriorato. Secondo i giudici dietro le tensioni c’era il tentativo di provocare la fine anticipata dell’amministrazione per riportare Albano alla guida del Comune. Le motivazioni della sentenza ricostruiscono l’incontro del 29 dicembre 2019, quando Albano aveva convocato Semino in Municipio e le aveva posto un ultimatum: dimettersi «con onore» o «essere buttata fuori col disonore».
Rita Semino era rimasta al suo posto ma poi aveva firmato una dichiarazione in cui attribuiva la decisione delle dimissioni a problemi di salute. Albano aveva cercato di protocollare il documento retrodatandolo e si era attivata con la Prefettura per ottenere una certificazione medica. Rita Semino però aveva rifiutato la visita e presentato denuncia.
La faccenda nel tempo è andata ulteriormente ad aggravarsi e così il Tribunale aveva riqualificato l’accusa di concussione nel reato di attentato contro i diritti politici del cittadino. L’ex sindaca di Gavi è assistita dagli avvocati Alfredo Pietrini Pallotta e Andrea Cianci. Il Comune di Gavi, costituitosi parte civile, è rappresentato dall’avvocato Piero Monti. In Appello arrivano due ricorsi. Albano ha impugnato la condanna a quattro anni, mentre la Procura di Alessandria ha contestato le assoluzioni per peculato dell’ex sindaca e della segretaria comunale Sutera.