Cronaca
Incidente sul lavoro
I fatti risalgono al febbraio 2023 quando l'operaio Salvature Cucè perse la vita per una fuoriuscita di gas a Voltaggio
9 Giugno 2026
ore
18:00
ALESSANDRIA- Il gup di Alessandria, Gianluigi Biasci ha fissato l'udienza per domani per decidere sul rinvio a giudizio richiesto dal pm, Marcella Bosco riguardo all' incidente sul lavoro verificatosi il 6 febbraio 2023 nel cantiere del Terzo Valico di Voltaggio nel quale perse la vita Salvatore Cucè, 33 anni. Molto probabilmente ci sarà un rinvio per lo sciopero indetto dagli avvocati. Morto in cantiere, cinque a rischio processo Cinque sono le persone accusate di omicidio colposo. Tra queste figurano diversi soggetti coinvolti nella gestione e nel controllo delle attività di cantiere, dal direttore tecnico fino agli addetti al monitoraggio del gas. I familiari della vittima hanno tuttavia presentato opposizione , chiedendo ulteriori approfondimenti nell’ambito del procedimento. La posizione di Fillea Cgil Nazionale Sulla vicenda ha preso posizione anche la Fillea Cgil Nazionale. «La vicenda di Salvatore Cucè - sottolinea Antonio Di Franco segretario generale del sindacato Fiella- è l’emblema di tutto quello che non va in materia di salute e sicurezza in questo Paese e di quanto questo Governo negli ultimi provvedimenti messi in campo non abbia voluto affrontarli perché scomodo e non prioritario». Tre anni di attesa Aggiunge Di Franco: « Un infortunio mortale avvenuto quasi tre anni fa e per cui solo forse dopo 40 mesi inizierà il processo dopo che il cantiere non ha avuto nemmeno un giorno di sequestro. Si istituisca una Procura Nazionale Quando noi invochiamo una Procura Nazionale che si occupi di reati in materia di salute e sicurezza intendiamo rivolgerci proprio a queste distorsioni della giustizia che fanno i conti con carenza di personale e competenze specifiche nelle piccole Procure, precariato strutturale mal pagato e assenza di fondi. Servirebbero comportamenti omogenei, competenze specialistiche e, soprattutto, un ordinamento giuridico capace di dare risposte prescrittive veloci che sicuramente andrebbero ad incidere sulle condizioni di chi ancora lavora nelle stesse condizioni di chi è morto di lavoro. Come i colleghi di Salvatore ancora a contatto con il gas intenti a scavare sottoterra per il progresso di questo Paese senza che nessuno li consideri davvero e gli riconosca il valore del loro sacrificio che non è solo un lavoro e basta.» La catena di responsabilità Il sindacato spera « che non ci si limiti a ricercare le soluzioni più facili ma che si guardi invece alla catena delle responsabilità partendo da chi ha progettato e disposto tutti i piani di sicurezza. In una opera che costerà alla collettività decine di miliardi non possono accadere cose del genere e soprattutto non si può pensare che la responsabilità debba gravare sull’anello più debole della catena. Non si sapeva che c’era gas? In cantieri di quella natura bastavano davvero le misurazioni e i controlli previsti da chi ha progettato la sicurezza per questi tipi di interventi classificati a rischio altissimo? Parliamo di una opera che ha come committenza RFI e che vede...