Giovedì 07 Luglio 2022

Nucleare

Bosco Marengo: Sogin, smantellato l'impianto

Tolti i vincoli radiologici e declassificate le aree e gli edifici. I prossimi step

nucleare-sogin-bosco-marengo

Questa mattina il sindaco di Bosco Marengo Gianfranco Gazzaniga, il Prefetto di Alessandria Francesco Zito e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno visitato l’impianto Fn di Bosco Marengo accompagnati dal presidente di Sogin Luigi Perri e dall’amministratore delegato Emanuele Fontani.

Il sito, nel quale durante l’esercizio si fabbricava combustibile nucleare, è il primo impianto italiano nel quale Sogin ha terminato le attività di smantellamento previste dalla Fase 1, raggiungendo il cosiddetto stato di brown field. Un traguardo ottenuto attraverso una significativa accelerazione nel 2021 di circa il 16% delle attività di decommissioning.

Fornaro alla Camera: «Trasparenza
e oggettività nell'individuazione del sito, senza dimenticare la mozione»

Il Ministro Cingolani «È stata valutata l'ipotesi di entrata in esercizio del deposito per l'anno 2029, con individuazione del sito idoneo nel mese di dicembre 2023»

Questo traguardo ha consentito di togliere i vincoli radiologici e di declassificare le aree e gli edifici dove in passato si fabbricavano gli elementi di combustibile nucleare che tornano ad essere fruibili come ambienti convenzionali.

Le principali attività svolte hanno riguardato la decontaminazione e lo smantellamento del ciclo di produzione degli elementi di combustibile, il “cuore” dell’impianto durante il suo esercizio. Sono stati smantellati i sistemi ausiliari quali l’impianto di ventilazione, la vasca di decontaminazione dei materiali e l’impianto di trattamento e drenaggio degli effluenti liquidi. Inoltre, negli ultimi anni sono stati trattati e ridotti di volume tutti i rifiuti radioattivi solidi e liquidi che erano presenti.

Deposito nucleare, pronta la mappa delle aree idonee (ma è segreta)

Sogin l'ha trasmessa al ministero, che la pubblicherà solo dopo il parere positivo dell'Ispettorato per la sicurezza nucleare

I circa 500 metri cubi di rifiuti radioattivi presenti, derivanti dalle pregresse attività di esercizio dell’impianto e dalle successive attività di dismissione, sono stoccati in sicurezza nel deposito temporaneo B106, adeguato ai più recenti standard, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale quando sarà disponibile.

 

I nuovi step


Le prossime attività riguarderanno il mantenimento in sicurezza, la gestione dei rifiuti radioattivi e la conclusione dei lunghi lavori di caratterizzazione e bonifica di una parte della cosiddetta 'area di rispetto' del sito. Una durata dovuta alla particolare cura che viene adottata nelle misure di caratterizzazione radiologica. Tranne un piccolo quantitativo di rifiuti radioattivi, a debole contaminazione di poche decine di chili, si tratta di materiali inerti quali plastica, ferro, cemento, legno, fusti petroliferi eccetera, interrati in passato durante l’esercizio dell’impianto. Tale materiale dopo gli opportuni controlli verrà rimosso e conferito in discarica. 

Sogin, completato il Piano globale di disattivazione dell'impianto Fn

Deposito di scorie radioattive: entro il 15 marzo la Cnai al Ministero

Con la disponibilità del Deposito Nazionale i rifiuti radioattivi saranno allontanati e il deposito temporaneo smantellato. Il sito sarà così riportato a green field, ossia una condizione priva di vincoli radiologici che consentirà il suo riutilizzo per altre attività.

La sostenibilità fa parte degli obiettivi di Sogin fin dalla sua fondazione ed è alla base di tutte le sue attività. In linea con questo principio, la Società si è resa disponibile ad offrire alcuni edifici dell’impianto di Bosco Marengo, assieme ad altri delle centrali nucleari in dismissione di Caorso e del Garigliano, per custodire in caso di calamità naturali le opere d’arte del nostro Paese, nell’ambito di un progetto di tutela del patrimonio artistico promosso dal Ministero della Cultura e inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Molinari: "Nessun sito piemontese è idoneo"

La Camera aveva approvato una mozione del deputato alessandrino che escludeva in pratica tutti gli otto siti piemontesi: Sogin ne tenga conto"

“Ringrazio Sogin per l’invito - sottolinea Gazzaniga. Sono estremamente soddisfatto della conclusione del percorso di decommissionig per la nostra sede di Bosco Marengo che ad oggi può considerarsi a tutti gli effetti in brown field e, pertanto, solo in attesa del trasporto definitivo dei rifiuti radioattivi ove verrà costruito il Deposito Unico. Non posso, in qualità di sindaco, che esprimere il mio grazie a Sogin che in questi anni ha sempre correttamente adempiuto al dettato normativo e alle prescrizioni di legge affinché il sito di Bosco Marengo venisse bonificato e messo in sicurezza. Un grazie anche per la sensibilità nel corso degli anni verso il territorio”.

“Ringrazio tutto il personale – ha dichiarato l’amministratore delegato di Sogin, Emanuele Fontani - che in questi anni ha lavorato con impegno e le autorità e gli enti che a vario titolo hanno autorizzato e accompagnato le diverse fasi di un lavoro complesso che ha liberato il sito da vincoli radiologici. Questo risultato è uno stimolo ulteriore ad accelerare le attività di smantellamento degli impianti nucleari italiani, come già avviene da un paio d’anni, tenendo sempre al primo posto la sicurezza dei lavoratori e delle comunità che vivono vicino ai nostri siti e la tutela dell’ambiente”.

 

 

 

 

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

Lo spoglio

Giorgio Abonante
nuovo sindaco di Alessandria

27 Giugno 2022 ore 00:14
.